Da Pianoscarano l'intrattenimento karaoke di Remigio Ciorba che conquista la rete
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VITERBO - Parte la nota e lui non è che è pronto, diciamo piuttosto che si butta. Con il garbo e la simpatia che riecheggiano il migliore Commenda. Con entusiasmo Remigio Ciorba, da un mese, intrattiene dal proprio profilo Facebook con mezz'ora di karaoke.

VITERBO – Parte la nota e lui non è che è pronto, diciamo piuttosto che si butta. Con il garbo e la simpatia che riecheggiano il migliore Commenda. Con entusiasmo Remigio Ciorba, da un mese, intrattiene dal proprio profilo Facebook con mezz’ora di karaoke.

Appuntamento fisso per gli amici di Pianoscarano, in astinenza forzata da Otium, uno dei punti di riferimento più apprezzati del quartiere. Il Covid-19 ha spento tutto ma non la tenacia e la musica dell’amico Remigio. Dal suo cilindro ha tirato fuori l’aperipianoscarano. Trenta minuti di canzoni, eseguite rigorosamente live, per sostenere lo spirito di chi vuole mettersi in ascolto.

E i fan crescono, di giorno in giorno. Un pezzo di normalità che viene in soccorso in un momento molto complicato. In attesa che si possa entrare nella fase 2 e che il maledetto virus esca di scena.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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