"Da palo a palo", ecco servita la cena dei campioni. Sabato 14 giugno al campo da rugby di Viterbo
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Nel 2016, anno della prima edizione, venne richiesto il bis. L'esordio a giugno con 700 coperti e poi "il ritorno" con 900 coperti. Quest'anno parte dell'incasso sarà destinato all'Associazione Solis, che opera all'interno di Villa Rosa, e all'Associazione ABC, nella persona del dottor Marenzoni.

VITERBO – Se avete un figlio maschio (ma lo stesso, da tempo, vale anche per le bambine e ragazze) pregate Dio che decida di giocare a rugby. Non è necessario diventare un All Blacks, anche se sarebbe tanto fico. E’ il campo da rugby a fare la magia e tutti quelli che si muovono, ridono, spingono, soffrono e gioiscono “da palo a palo”.

Sabato 14 giugno, non importa che tu sia un giocatore di rugby  o meno, l’importante è che ti sieda sul lungo tavolo che la Union Rugby Viterbo 1952 ha preparato al campo intitolato a ‘Sandro Quatrini’. C’è infatti una partita da vivere e serve “spingere”. Tutti a cena ‘Da palo a palo’. Un’idea nata nel 2016 dal gruppo ‘Old Rugby Viterbo’ per sostenere scopi solidali, per dare sostegno alle associazioni che ne hanno più bisogno.

Nel 2016, anno della prima edizione, venne richiesto il bis. L’esordio a giugno con 700 coperti e poi “il ritorno” con 900 coperti. Quest’anno parte dell’incasso sarà destinato all’Associazione Solis, che opera all’interno di Villa Rosa, e all’Associazione ABC, nella persona del dottor Marenzoni.

Sarà presente anche l’Emporio Solidale che punta a una raccolta sull’onda dell’entusiasmo di beni di prima necessità: pasta, pelati, latte, biscotti, etc.

I biglietti stanno per diventare merce rara. Chi non partecipa a questa settima edizione “marca male” e per questo vanno contattati il prima possibile i numeri che trovate sulla locandina. Anche il menù lo trovate nella locandina. Se vi dicono che è tutto esaurito, che non c’è più posto, dite che siete amici de La Fune, qualche tavolo da aggiungere lo rimediano.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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