Da Mammagialla ennesimo grido di allarme degli agenti penitenziari
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VITERBO - Dura presa di posizione in una nota firmata da Floris L. (SAPPe); Natale G. (OSAPP); Napoli S. (UIL P.P.); Lancia P. (SiNAPPe); Primi D. (USPP); Orlandi M. (FNS CISL); Federici G. (FP CGIL); Riggi (FSA/CNPP).

VITERBO – Le sigle sindacali degli agenti penitenziari lanciano un grido d’allarme, l’ennesimo, sulla situazione al Casa Circondariale di Viterbo. Una nota unitaria per dire che sono stanchi di non essere ascoltati da coloro che avrebbero il dovere di intervenire e del fatto che il carcere in questione “sembra avviato sempre più velocemente a un declino che si ripercuoterà sugli abbandonati poliziotti penitenziari in servizio nell’Istituto e nel Nucleo”.

Una nota firmata da Floris L. (SAPPe); Natale G. (OSAPP); Napoli S. (UIL P.P.); Lancia P. (SiNAPPe); Primi D. (USPP); Orlandi M. (FNS CISL); Federici G. (FP CGIL); Riggi (FSA/CNPP).

“L’anno passato è stato ricco di episodi che avrebbero dovuto indurre l’Amministrazione a porre in essere interventi decisi che non si sono mai visti, o meglio si sono visti ma solo sulla carta giacchè dell’incremento previsto per i più svariati motivi, evincibili anche dai verbali di contrattazione, nessun incremento di organico è stato operato benché previsto – così entrando nello specifico -.

Brucia dover prendere atto che realtà, a nostro avviso, meno problematiche siano stati oggetto di incrementi anche straordinari, mentre a Viterbo, dopo l’incontro del 18 dicembre u.s., si è dovuto prendere mestamente atto che non esistono più margini che consentano di pervenire ad un’organizzazione del lavoro efficace, efficiente e che soprattutto tuteli il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Per l’anno 2020 l’organico assegnato ai reparti detentivi si attesterà, si stima in 88 unità da distribuire su 78 posti di servizio H24 e questo creerà sicuramente problematiche di accesso ai diritti soggettivi del personale del Corpo.

In più non avremmo più un Direttore che sarà assegnato ad altri incarichi con la consapevolezza che per un tempo non definito, dovremmo contare su Direttori in missione attraverso i quali sarà difficile gestire un Istituto complesso come quello viterbese.

La complessità della struttura, si ricorda, non è determinata solo dalla carenza di organico del Corpo ma anche dalla qualità dell’utenza, spesso affetta da problemi di natura psichiatrica o trasferita per motivi di ordine e sicurezza.

Non riteniamo ad esempio sia normale che da circa un anno l’Istituto sia gravato dalle sorveglianze a vista senza soluzione di continuità…..

Per dare un segnale di sostegno al personale, codesta Amministrazione potrebbe ad esempio inviare il personale Gom trasferito nella sede di Viterbo ma ancora alle dipendenze funzionali del Servizio anzidetto. Od anche stabilizzare quelle unità in servizio extra – moenia, liberando quindi i posti dell’Istituto, altrimenti risultanti occupati o anche scorrendo la graduatoria vigente con il fine di trasferire personale in sostituzione di quello che ha rinunciato al trasferimento a Viterbo.

Ad oggi non si può auspicare altro, poiché una ripartizione dell’organico, rivedendo il contingente assegnato alle c.d. cariche il cui accesso è definito attraverso l’interpello è improponibile poiché la carenza di personale ha colpito anche quei settori minandone la funzionalità.

In definitiva ci aspettiamo segnali tangibili dall’Amministrazione Penitenziaria, diversamente per Viterbo l’anno 2020 sarà un anno di proteste e di denunce afferenti allo stato lavorativo in cui l’Amministrazione, costringe il personale della Polizia Penitenziaria ad assicurare i compiti Istituzionali”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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