
BLERA – La lezione di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore vive e torna nella Tuscia passando ancora una volta da Blera. L’appuntamento è stato voluto da Luca Torelli, membro della Fondazione Vassallo, e amico personale di Dario, il fratello dell’uomo che ha fatto la fortuna di Pollica e ha perso la vita in un omicidio pieno di verità nascoste.
Così un mercoledì anonimo diventa un segno forte per l’intero tessuto provinciale. Presenti in prima fila, a piazza Giovanni XXIII, i rappresentanti delle istituzioni. Fatto non banale e sottolineato più volte tanto da Torelli quanto da Vassallo stesso.
La storia è quella del sindaco pescatore, dell’uomo che con la sua visione ha cambiato i destini del proprio territorio. Prima dell’impegno di Angelo Vassallo il mare di questo pezzo di Cilento era usato come discarica per i rifiuti. Lui ha bonificato tutto e ha capito che quel mare, quel sole, quel paesaggio e il vino, il formaggio, l’olio, il pesce di questo posto potevano valere per il mondo. Risultato? Un turismo che ogni anno, dopo l’azione messa in campo da questo uomo della provvidenza, vale 20 milioni di euro. Il tutto in un paesino di poco più di duemila anime.
Il tema di fondo è però un altro: la buona amministrazione. Cosa serve per farla? Dario Vassallo l’ha ripetuto tante volte dal palco di Blera: “La cultura”. Vassallo era un pescatore innamorato della cultura. Questo l’ha portato a costruire un modello e a essere invitato anche in Cina dove diversi amministratori locali hanno voluto farsi consigliare da lui per importare il “modello Vassallo”.
“Un sindaco deve rincorrere la creazione della bellezza e in questo si trova la ricchezza economica”. Questo uno dei passaggi più illuminanti di Dario Vassallo nel suo intervento a Blera. A fare da sfondo alla serata la tristezza di un omicidio senza verità, ancora negate e nascoste. Il tutto a dieci anni di distanza. Tutto raccontato nel libro di Dario Vassallo.


















