Da 21 giorni Ubertini non ottiene risposte su cinque richieste di accesso agli atti
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Il consigliere di Forza Italia farà un'interrogazione urgente sull'accaduto nel consiglio comunale di oggi

Il consigliere di Forza Italia Claudio Ubertini dice basta. Dopo 21 giorni di attesa su cinque richieste di accesso agli atti, il consiglieri di opposizione non ce la fa più e sbotta contro un atteggiamento che ha dell’incredibile. In una normale situazione, infatti, la norma prevede che i consiglieri che fanno richiesta di accesso agli atti, debbano avere i documenti entro un tempo limite di 10 giorni. Dopo le cinque richieste di Ubertini, invece, ne sono passati 21 e ancora i documenti non si vedono.

Il consigliere di Forza Italia ha fatto richiesta per la documentazione di casi piuttosto importanti, come i due project financing delle Terme Inps e dei parcheggi interratti in diverse piazza del centro di Viterbo. Ha chiesto inoltre la documentazione sull’ampliamento in corso accanto all’Iper Conad (ec Leclerc), la progettualità nell’area delle Terme del Paliano e quelli relativi alla demolizione del casaletto sulla Cassia Nord.

Tutti documenti che a oggi il consigliere dovrebbe avere in mano, ma che ancora non è stato possibile reperire. Ubertini è su tutte le furie e oggi presenterà un interrogazione in merito in consiglio comunale. Intanto il forzista non può neanche rivolgersi al segretario generale, in ferie fino al 18 aprile, quindi l’unica strada da percorrere è quella di chiedere con urgenza una spiegazione al consiglio di oggi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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