Cultura, Italo Leali: "occorre una grande operazione verità sui festival. Fuori i numeri!"
festival
800 Monastero
Italo Leali lancia "l'operazione verità" sui festival viterbesi. Al motto di "fuori i numeri!" lancia una sfida al mondo della cultura viterbese. Inizierà lui rendendo pubblici i dati di pubblico e le fatture del Tuscia in Jazz.
Italo Leali

“Fuori i numeri!”, questo lo slogan di Italo Leali, direttore del festival Tuscia in Jazz. Lo incontriamo nel giorno d’apertura della manifestazione e “sta a duemila”. Il suo Iphone 5 squilla a ripetizione, tra una domanda e l’altra. E la domanda, appunto, che gli facciamo è di darci un parere sul panorama della cultura viterbese.

“Serve un’operazione verità sui festival viterbesi da cui ripartire – dichiara Leali -. Cominciamo a fare un discorso sulla cultura partendo dai numeri e lasciando da parte le chiacchiere. Lo farò per primo pubblicando il bilancio di questa edizione viterbese, fattura dopo fattura. Pubblicherò anche il numero dei biglietti staccati e questo permetterà di capire veramente il flusso di persone smosso in città e anche i dati degli alberghi, almeno per quello che riguarda le persone che sono venute per partecipare ai nostri appuntamenti formativi”.

Leali è convinto che non si può aprire un dibattito serio sulla cultura cittadina senza un’operazione di piena trasparenza sui festival. E’ convinto anche che l’amministrazione comunale, al di là dei contributi, può fare molto per gli operatori culturali. 

“Spesso gli operatori culturali impazziscono dietro alle pratiche burocratiche. Sarebbe il caso di fare come a La Spezia, dove da tre anni dirigo il Festival Internazionale del Jazz, dove hanno fatto nascere l’Istituzione Servizi Culturali. Ogni operatore culturale per qualsiasi pratica – dall’occupazione del suolo pubblico, ai vari permessi per il montaggio e smontaggio degli impianti – si deve relazionare solo con questo ufficio”. Questo il suggerimento, con destinatario Palazzo dei Priori, messo in buca dal direttore di Tuscia in Jazz.

 

 

 

800 Confartigianato
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
aiac_banner_01
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
monastero interno
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
asvis 2
domenicale post
lafune_300 x 600