Cucinelli: “A Civita voi vedete l'immortalità dell'uomo, la capacità di progettare a mille anni”
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BAGNOREGIO - Sul palco, nel ruolo dell'intervistatore, il sindaco di Bagnoregio Luca Profili. La bellezza è stato uno dei capisaldi del ragionamento di Cucinelli, miscelato con il tema della dignità dell'uomo e del lavoro. Tante le parole sulle verità più grandi della vita, citando i grandi come Sant'Agostino, Immanuel Kant e molti altri.

BAGNOREGIO – “Qui voi vedete l’immortalità dell’uomo, la capacità di progettare a mille anni”. Queste le parole che l’imprenditore Brunello Cucinelli ha voluto dedicare al borgo di Civita durante la serata che lo ha visto protagonista a Civita Luogo del Pensare.

Un messaggio positivo, quello lanciato da uno dei più brillanti imprenditori della scena internazionale. Per lui la prima volta tra i Calanchi, nonostante il suo brand li avesse scelti, negli anni passati, come location per lanciare la campagna pubblicitaria dei propri prodotti. La meraviglia del creato, il tema più ricorrente durante il suo intervento dai gradini della chiesa di San Donato.

“Credo che stia arrivando il secolo d’oro. Noi italiani abbiamo una grande occasione, possiamo essere i veri mediatori culturali dell’umanità, così come lo eravamo nel Trecento e nel Quattrocento. Il mondo è affascinato dalla nostra cultura, dal nostro modo di guardare le cose”. Questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Cucinelli.

Sul palco, nel ruolo dell’intervistatore, il sindaco di Bagnoregio Luca Profili. La bellezza è stato uno dei capisaldi del ragionamento di Cucinelli, miscelato con il tema della dignità dell’uomo e del lavoro. Tante le parole sulle verità più grandi della vita, citando i grandi come Sant’Agostino, Immanuel Kant e molti altri.

Per Civita Luogo del Pensare uno degli appuntamenti più significativi, anche perché direttamente collegato ai temi della candidatura Unesco de Il Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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