Crollo a via La Fontaine, un mese per la demolizione del palazzo
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VITERBO - Vertice in prefettura ha accelerato i tempi. L’ intervento sarà molto complesso, servirà un braccio meccanico lungo 42 metri.

VITERBO  – L’ intervento del prefetto Bruno ha accelerato i tempi. In origine, a causa di un contenzioso tra Comune e proprietari dell’ immobile, il Tribunale di Viterbo aveva nominato un  perito aveva chiesto 120 giorni di tempo per gli accertamenti.

Troppo tempo secondo  il prefetto che, data la pericolosità della situazione, ha giustamente  contattato il presidente del tribunale, per chiedere d’accelerare sui rilievi tecnici chiesti dalle parti.

Il 6 marzo è in programma il prossimo incontro con il perito nominato dal tribunale. Dal momento in cu arriverà il via libera, sarà necessaria circa una settimana per predisporre il cantiere, quindi un mese per portare a termine le operazioni.

Sarà un lavoro molto complesso che partendo dall’alto e grazie all’uso di un braccio lungo 42 metri, dovrà essere effettuato “smontando” l’edificio pezzo per pezzo.

La cosa importante è che, rispetto alle divergenze iniziali, tutte le parti in causa si sono rese conto del pericolo per l’incolumità pubblica e del fatto che c’è un pezzo di città che è rimasta isolata da ormai troppo tempo. Da qui la decisione unanime di procedere con la demolizione.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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