Crolli a Chia, nella notte finisce in pezzi un muro e viene giù una casa. Danneggiate altre quattro, nessun ferito
chia
800 Monastero
Un boato terribile nella notte e un pezzo di Chia, borgo di quattrocento anime frazione di Soriano nel Cimino, viene giù. Tutto poco prima delle 22. L'incuria, il peso delle piogge abbondanti in questi ultimi giorni. Fatto sta che su via Ripetta è accaduto il peggio.

Un boato terribile nella notte e un pezzo di Chia, borgo di quattrocento anime frazione di Soriano nel Cimino, viene giù. Tutto poco prima delle 22. L’incuria, il peso delle piogge abbondanti in questi ultimi giorni. Fatto sta che su via Ripetta è accaduto il peggio.

Un muro è rovinato a terra, sdraiando con sé una casa. Distrutta, polverizzata. Altre quattro sono state danneggiate. C’è stata paura, tanta. Timore che sotto quel cumulo di polvere e macerie potesse esserci qualcuno. Le abitazioni interessate dal crollo, fortunatamente, erano tutte disabitate.

Subito le segnalazioni ai Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine. Tempestivi gli interventi. Crolla un pezzo di storia della Tuscia, nell’indifferenza di tutti.

800 Monastero
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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