Crocieristi, un milione e mezzo scendono dalle navi senza meta. La Tuscia si gioca la sua partita
crociere
Masicar800x120-optimize
VITERBO - La scorsa settimana un primo contatto tra quattro tour operator e i sindaci del Viterbese, una ventina riuniti "in conclave" presso le Terme Salus. L'inizio di un percorso.

VITERBO – Due milioni e mezzo di crocieristi alle porte della Tuscia. Una chimera da raggiungere, di cui si parla ormai da anni. Farneticando di uno sviluppo turistico che, fatte salve alcune eccezioni fatica a decollare.

La scorsa settimana un primo contatto tra quattro tour operator e i sindaci del Viterbese, una ventina riuniti “in conclave” presso le Terme Salus. L’inizio di un percorso. “Il mercato crocieristico che passa per Civitavecchia è in crescita costante e non si può pensare di
tenere fuori il Viterbese – ne è convinto il presidente della rete d’imprese Marco Maurelli -. Siamo interessati ad aprire ai crocieristi la Tuscia e per questo abbiamo iniziato a muoverci. Abbiamo chiesto ai comuni interessati di riempire un formulario con dei dati che ci saranno preziosi per elaborare una strategia. Quindi, a breve, realizzeremo dei sopralluoghi sui territori.

Occorre verificare tutto nel dettaglio e preparare al meglio il terreno. Anche perché i crocieristi sono patrimonio degli armatori e questi ultimi fissano una serie di regole sugli standard delle escursioni”.

“Non è il momento di sbilanciarsi su numeri – continua Maurelli – ma i turisti liberi che scendono dalla nave, quelli che non hanno acquistato escursioni a bordo, sono circa un milione e mezzo. Parte andranno a Roma ma c’è anche interesse per destinazioni diverse e qui la Tuscia può ricoprire un ruolo”.

Inizia quindi un percorso che troverà sviluppo nei prossimi mesi. In tanti si augurano che possa essere la volta buona. 

 

aiac_banner_02
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
lafune_300 x 600
domenicale post
monastero interno
Fune 300x300
POST FB 02
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni