
La riunione di maggioranza si terrà presto, ma non prima del Consiglio comunale di venerdì 26. E così tutti o quasi di nuovo in aula ma a ordine sparso, senza ordini di scuderia e, ancora peggio, senza un accordo vero e proprio su come andare avanti.
Il sindaco Leonardo Michelini da Bruxelles, dove è in missione insieme al vice Luisa Ciambella, ha fatto sapere infatti di aspettare che sia prima il Pd a risolvere i problemi interni, per poi iniziare il lavoro con l’intera maggioranza alla quale rimetterà il mandato per trovare una soluzione per il futuro. Intanto mancano notizie certe anche sulla riunione del gruppo del Partito Democratico, ovvero un appuntamento fondamentale per capire la strategia di Serra e dei serra-panunziani, almeno dei cinque che si sono decisi a tornare, più o meno turandosi il naso, per il proseguo dell’amministrazione Michelini. Un loro disimpegno infatti è impensabile, essendo fondamentali per permettere alla maggioranza di avere il numero legale.
Una voce vorrebbe questo appuntamento poco prima del Consiglio di venerdì 26 febbraio, convocato per le 15.30. Come se pochi minuti potessero bastare a rimettere in pace tutti, dopo due mesi di veleni. Certo se si trovasse la quadra sarebbe un bene per Viterbo, anche se sarebbe molto difficile per tutti spiegare su cosa sia eventualmente stato trovato. Quella di maggioranza invece potrebbe avvenire subito dopo il Consiglio o anche nel fine settimana, ma sarà strettamente legata all’esito di quella democratica.
E così venerdì l’assise comunale, fondamentale per la convocazione del Referendum sull’acqua chiesto da 3500 cittadini e dal Comitato Non ce la beviamo, rischia di vedere una maggioranza con numeri risicati e soprattutto a ordine sparso, capace nuovamente di litigare su tutto.


















