Crisi per i negozi, i dati nazionali di Confesercenti: "Uno apre e tre chiudono"
Vincenzo Peparello foto 1 presidente Confesercenti Viterbo
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ITALIA - Continua il processo di desertificazione commerciale dei centri urbani: nel corso del 2024, in media, ha aperto un solo negozio per ogni tre che hanno abbassato per sempre la saracinesca.

ITALIA – Continua il processo di desertificazione commerciale dei centri urbani: nel corso del 2024, in media, ha aperto un solo negozio per ogni tre che hanno abbassato per sempre la saracinesca. A rendere noto il dato è Confesercenti nazionale.

“Il Natale dà una spinta al commercio a dicembre, ma la ripresa di fine anno ‘esclude’ le piccole superfici. E l’ultimo mese dell’anno consegna ai negozi l’ennesimo dato negativo, con un calo delle vendite in valore nel mese del -1,5% rispetto a dicembre 2023, e del -0,4% nell’intero 2024. Un andamento asfittico che, secondo le nostre stime, corrisponde a un vero e proprio tracrollo del -1,5% delle vendite in volume”. Così Confesercenti in una nota commenta i dati Istat sulle vendite di dicembre.

La conseguenza non può che essere quella di una ulteriore spinta al processo di desertificazione commerciale che da anni investe i nostri centri urbani: un avanzamento confermato anche nel 2024 dai dati di natimortalità delle imprese del commercio, che registrano in media nell’anno una sola apertura per ogni tre negozi che cessano definitivamente l’attività.

“Un fenomeno in costante crescita che rappresenta un allarme sempre più forte per la vivibilità e sicurezza delle nostre città: i negozi non solo garantiscono importanti servizi, ma favoriscono la socializzazione, presidiano il territorio, lo arricchiscono. Sono circa 26 milioni gli italiani che, soprattutto nei piccoli e piccolissimi centri, hanno ormai perso l’accesso a una o più attività commerciali di base, dagli alimentari ai bar, dai negozi di abbigliamento ai servizi alla persona – spiegano dall’associazione di categoria -.

Servono dunque politiche mirate al sostegno delle imprese di vicinato e a favorire politiche di rigenerazione, a partire da un regime fiscale di vantaggio per i servizi di base nei comuni che più stanno sperimentando il morso della desertificazione. Per sostenere queste misure, proponiamo l’istituzione di un Fondo per la rigenerazione urbana, alimentato in parte dai contributi che i commercianti già versano per la rottamazione delle licenze, in parte da una nuova addizionale web: un’imposta nazionale da applicare sulle vendite concluse dai grandi operatori internazionali del commercio elettronico. Il fondo servirà ai comuni per finanziare progetti di rigenerazione del commercio locale e iniziative di sostegno al commercio di prossimità. Secondo nostre stime, con un’aliquota dell’1% applicata alla parte di fatturato realizzato dalle grandi imprese straniere dell’eCommerce, si potrebbero ottenere circa 400 milioni di euro”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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