Crisi: Melilli interviene sulle pagine del Messaggero, ma non dice (quasi) niente
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Fabio Melilli dà un colpo al cerchio e uno alla botte, e dice poco o niente. L'unica notizia è su chi considera "dissentire". Nell’intervista rilasciata a Massimo Chiaravalli il segretario regionale del Partito Democratico parla a Michelini e Serra.

Fabio Melilli dà un colpo al cerchio e uno alla botte, ma soprattutto dice poco o niente. Lo fa con una intervista sulle pagine de Il Messaggero invitando il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini di convocare i 7 serra panunziani e chiedendo a Serra di fare ogni tentativo per ricucire gli strappi.

Nell’intervista rilasciata a Massimo Chiaravalli il segretario regionale del Partito Democratico che si è preso a cuore la crisi del comune di Viterbo, ha infatti chiesto a Michelini di “ascoltare le ragioni dei consiglieri che dissentono” e a Serra di fare ogni tentativo “prima di mettere la parola fine”. Ma poi riconosce che la decisione sarà presa a Viterbo.

Una posizione che non piacerà ai sette serra panunziani che non si sono mai ritenuti “quelli che dissentono” nel gruppo Pd, essendo in maggioranza all’interno dello stesso. Di fatto Melilli invita al buon senso, lo stesso buon senso che il Pd non ha utilizzato per la questione Marino a Roma (fatto che avevamo analizzato qui).

Melilli cerca poi di ricucire lo strappo all’interno del Pd tra i fioroniani e serra-panunziani (qui l’intricata geografia politica della maggioranza) indicando una via, che però è già stata praticata: quella dell’accordo di programma.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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