All’indomani del vertice anti-crisi disertato dalla maggioranza, le opposizioni salgono sulle barricate per denunciare l’ingerenza di Roma nella crisi tra Lega e FdI partita dal cambio di casacca della giovane assessora Claudia Nunzi. “A Viterbo è morta la democrazia” tuona i consigliere pentastellato Giacomo Erbetti.
“Arena non ha poteri – continua – è stato scavalcato lui e tutto il Consiglio comunale compresa la maggioranza. Nessuno ha il potere di superare la crisi, ci sarà sempre qualcun altro che dall’alto dirà cosa fare, ma tutto avverrà al di fuori del Consiglio. Che cosa votiamo a fare?” Si domanda Erbetti.
Il riferimento è agli incontri intercorsi nei giorni scorsi per mettere il punto alla crisi tra Lega e FdI: una situazione che non si è risolta tra le mura di Palazzo dei Priori – come aveva chiesto la minoranza convocando un consiglio straordinario – ma grazie ai diktat dei vertici romani che hanno lasciato fuori dalla porta gli eletti di maggioranza e minoranza del Consiglio comunale. Una questione su cui è intervenuta anche Giorgia Meloni in persona presentandosi al Pranzo del Purgatorio di Gradoli.
Erbetti vede all’orizzonte una nuova crisi convinto che quella di questi giorni sia solo l’inizio di una resa dei conti destinata a ripresentarsi a distanza di settimane. “Ora si ricompatteranno fino alle elezioni europee – è la previsione del consigliere – dopo potrebbe esserci un’altra crisi. Perché magari qualcuno, a seconda di come andranno le elezioni, alzerà la vece dicendo che siccome ha preso tanti voti ha più diritti degli altri.”
Quel “qualcuno” è riferito alla Lega, il partito dato per favorito alle lezioni europee di maggio e che potrebbe risucchiare un parte di consensi del partito di Giorgia Meloni creando nuove frizioni tra i due partiti che, insieme a Forza Italia, compongono la maggioranza viterbese.


















