
VITERBO – “Auspico un contratto di governo per Viterbo tra Giovanni Arena e Chiara Frontini”, Giulio Della Rocca lancia una prospettiva folle per la città. Mezzo viterbese e mezzo americano ha fatto un sogno.
Bollatelo pure come pazzo ma il suo ragionamento, che rompe gli schemi del pensiero ordinario, nasce dalla stanchezza e dal disgusto per i giochi e giochetti della politica. Affari che non mettono certo al centro il territorio e le esigenze dei cittadini. Cittadini che hanno bisogno di un’amministrazione capace di tracciare una rotta, generare servizi efficaci ed efficienti e che non capiscono i teatrini della politica classica.
“Proviamo a guardare oltre. Al di là degli schemi nei quali siamo cresciuti e concentriamoci sulle cose serie, sull’interesse di tutti i viterbesi – spiega Della Rocca -. Partendo da questo presupposto la mia proposta, che rivolgo al sindaco Arena e alla maggiore forza d’opposizione guidata dal consigliere Frontini, punta a portare un clima nuovo”.
“Questa crisi non la capisco, non la comprendono i cittadini. Litigano sulle poltrone, sul numero dei posti che tocca a ognuno. E intanto la città rimane ferma al palo e se blocchi il capoluogo imbrigli il potenziale di un’area vasta. Un gioco al ribasso dove ci rimettiamo tutti – continua Della Rocca -. E’ ormai chiaro che la coalizione di centrodestra brilla solo per litigiosità e per una certa propensione al balletto delle casacche da cambiare. Non c’è un lavoro su Viterbo, manca un piano una mentalità una visione e persino una catena di comando e d’esecuzione in grado di produrre qualcosa. Stiamo vivendo una frustrazione e non possiamo permettercelo, i viterbesi non hanno altro tempo da buttare nel nulla. Chiara Frontini ha perso per 520 voti il ballottaggio. Lei e Arena hanno il voto dei viterbesi dalla propria. Facciano un patto per Viterbo, un governo per risolvere le questioni più urgenti. Poi valuteranno loro quanto andare avanti e quando riconsegnare il capoluogo alle urne. Lo stesso Arena è esausto, lo ha messo in evidenza con le sue recenti dichiarazioni. Sogno che Arena e Frontini trovino un accordo e si rechino in consiglio a chiedere se ci sono 17 (o più) coraggiosi pronti ad aprire un ciclo nuovo. Arena nel ruolo di sindaco può fare bene, perché persona mite e animata da buoni propositi. Chiara, giovane e preparata, può garantire visione e prospettiva. Trovino il coraggio di mettersi insieme per il bene di Viterbo”.
Per Della Rocca è importante la nascita di un patto per la città, che punti a risolvere alcuni punti centrali: l’appalto sui rifiuti, un piano per lo sviluppo turistico e un piano per il centro storico. “Siamo in emergenza, inutile nasconderci dietro un dito – chiude Della Rocca -. Serve coraggio, è necessario costruire dimensioni nuove del ragionamento politico. Altrimenti si continuerà a usare la città, non si capisce bene a vantaggio di chi e di che cosa. Non certo nell’interesse dei viterbesi. Altrimenti il destino è quello di assistere al teatrino di crisi-domino, una dietro l’altra, per non arrivare a nulla”.


















