Palazzo dei Priori - Dalla verifica alla crisi
Palazzo dei Priori – Dalla verifica alla crisi
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La verifica di maggioranza a Palazzo dei Priori rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi. Mario Quintarelli del Pd ha di fatto rotto un muro di silenzio e posto il problema direttamente sul sindaco.
Mario Quintarelli

“Il sindaco non funziona”. Mentre si parla di verifica di maggioranza, si abbozza all’idea di un rimpasto di giunta registriamo l’emergere a Palazzo dei Priori di un nuovo focus sulla crisi. A scandire chiaramente per primo questa nuova prospettiva è stato il consigliere Mario Quintarelli, in un’intervista rilasciata a La Fune.

Intervista importante, perché Quintarelli ha tirato fuori un tema caldo. Un tema che esiste dentro al palazzo e dentro ai gruppi consiliari di maggioranza. “Il sindaco non funziona”, “manca il sindaco”; queste sono frasi molto gettonate lontano dalle orecchie di Leonardo Michelini.

Molti dei suoi lamentano l’assenza di decisionismo, il rinviare continuo delle cose, il temporeggiare, il tirare a campare, il dire a tutti sì senza poi dare risposte concrete. Qualcuno si spinge anche oltre: “o è un genio e noi non lo capiamo oppure …”. La notizia nuova è che c’è malumore nella maggioranza verso il primo cittadino.

Chi riesce a inquadrare in termini più strutturali la questione arriva a teorizzare la necessità di un responsabile di segreteria navigato, capace di impostare un piano di lavoro e di fare “il lavoro sporco”. Uno scaltro, che sappia aiutare Leonardo Michelini nella difficile impresa di ridare verso, piuttosto che cambiare, al Comune di Viterbo.

Lo stesso Mario Quintarelli ha ricordato il city manager di gabbianelliana memoria. “Gabbianelli è stato un sindaco forte”, ha confessato il consigliere democratico. Intanto in città lo scontento aumenta. O Michelini si struttura o rischia di dover gettare la spugna prima della fine del mandato.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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