Crisi del PD, Michelini: “Paga un metodo autodistruttivo”
michelini
Gli Stati Generali La Fune
Il Sindaco prende anche le distanze dalle candidature nate dai cocci dell’alleanza di 5 anni fa: “Non c’era una candidatura espressione dell’amministrazione Michelini”.

Un risultato non comparabile, per tempi e modi in cui è maturato. L’ancora per poco sindaco di Viterbo Leonardo Michelini parla all’indomani della batosta elettorale che ha colpito il Partito Democratico viterbese che è sceso paurosamente sotto il 10% ed è più spaccato che mai. “Questo risultato – spiega Michelini – non penso sia comparabile al mio e non penso che sia frutto del mio lavoro. Il Pd ha avuto un metodo autodistruttivo”. Il sindaco prende anche le distanze dalle candidature nate dai cocci dell’alleanza di 5 anni fa: “Non c’era una candidatura espressione dell’amministrazione Michelini”.

 

Sindaco pensa il risultato elettorale sia un suo fallimento?

“Non c’era una coalizione espressione dell’amministrazione Michelini, quindi io non vedo il voto contro l’amministrazione Michelini. E non è colpa mia se il Partito Democratico è andato spaccato alle elezioni, o no? Non c’è mai stato nessuno che ha lavorato per aggregare”.

 

Però sicuramente la spaccatura è frutto di questi 5 anni

“Non credo di aver responsabilità in questo, ma il risultato comunque non è comparabile. Il mio lavoro sarà giudicato dai viterbesi tra qualche anno”.

 

Perché dice che non è comparabile?

“Perché il Centrosinistra oggi è l’opposto di quello che ho creato e questo risultato non è maturato nel complesso di un percorso similare. Io sono stato eletto dopo un percorso che ha portato il Centrosinistra ad avere una coalizione dalla sinistra di SEL a Scelta Civica. Ho allargato l’alleanza con le primarie, cosa che non è successa quest’anno e al Centrosinistra mancavano dei pezzi, in pratica c’era solo il Pd diviso in due”.

 

Paradossalmente rivendica di aver fatto più Politica lei, quella buona, dei partiti…

“Abbiamo portato 4700 persone alle primarie, ci siamo esposti. Mi sono esposto in prima persona perché non sapevo se gli elettori moderati sarebbero venuti nei gazebo del Pd. Nessuno quest’anno ha invece lavorato per una candidatura unitaria, nonostante avessi già annunciato da un anno ai miei alleati che non mi sarei ricandidato”.

 

Quindi come giudica questo risultato?

“È la fotografia della Viterbo che c’era prima del 2013. Il Pd se non crea una aspettativa positiva per i moderati, i voti non li prende. Il metodo è stato sbagliato, perché non è stato quello del 2013 e quindi si raccolgono i cocci di quanto successo. È stato un metodo autodistruttivo perché Viterbo non è una città rossa e solo con l’alleanza il Centrosinistra può vincere”.

 

Domenica 24 andrà a votare per il ballottaggio?

“Io sono per il voto, sempre”.

 

Per chi voterà?

“Glielo dirò il 25”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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