“Crisi da lockdown, scenari drammatici per famiglie e imprese”
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VITERBO - La Confesercenti commenta la nota mensile dell'Istat che riguarda marzo.

VITERBO – “L’Istat lancia un grido di allarme e, pur premettendo le difficoltà nel valutare la portata di uno shock senza precedenti, dipinge due scenari drammatici per famiglie ed imprese causati dagli effetti del lockdown”.

Così Confesercenti commenta la nota mensile sull’andamento dell’economia italiana di marzo diffusa dall’Istituto di statistica.

In particolare, l’Istat elabora due scenari relativamente al perdurare della chiusura totale, uno relativo solo al periodo di marzo-aprile, l’altro fino a giugno: in entrambi, purtroppo, le voci di consumo e di valore aggiunto che diminuiscono maggiormente sono quelle relative all’alloggio, alla “socializzazione” – inclusa la ristorazione – ed il commercio.

Nel primo scenario, la riduzione complessiva di consumi sarebbe di oltre 4 punti e quasi 3 di valore aggiunto. Nel secondo si avrebbero quasi 10 punti in meno di consumi e 4,5 di valore aggiunto. In questo secondo caso – ma crediamo anche nel primo – circa i 3/4 degli effetti, come stima Istat, graverebbero su commercio e turismo, “coinvolgendo” quasi 600mila occupati.

L’incremento delle vendite registrato a febbraio, infatti, con la corsa all’accaparramento che ha coinvolto l’ultima settimana del mese e si è concentrato soprattutto nel comparto alimentare (+8,2%) e di generi non alimentari (+ 3,8%) è precedente alle misure di lockdown.

“Le misure annunciate dal governo per favorire la liquidità vitale al sistema produttivo rappresentano un passo in avanti e vanno ad aggiungersi al decreto Cura Italia – commenta Confesercenti – ma occorre fare di più perché il Paese è in profonda sofferenza.

Ad esempio, manca un provvedimento che permetta di recuperare il reddito di impresa perduto e che, a nostro avviso, potrebbe essere direttamente collegato alla restituzione del nuovo credito ricevuto. È fondamentale, inoltre, che l’intero corpo degli aiuti finora messi in campo sia immediatamente operativo, perché finora le imprese non sanno ancora come ottenere quanto promesso. Tempestività, chiarezza ed efficienza sono indispensabili in questo momento delicatissimo, diversamente, come ha preannunciato l’Istat, le conseguenze sarebbero disastrose”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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