
Si stava meglio quando si stava peggio: i dissidenti democratici non sono contenti e non escludono gesti estremi come l’eventualità di un appoggio esterno. Dal fronte delle frazioni l’analisi sullo stato di salute dei loro ex-comuni di provenienza è emblematica del sentimento di sfiducia e distacco nei confronti della maggioranza. Arduino Troili da Bagnaia e Marco Volpi da Grotte santo Stefano questa mattina a Sbottonati hanno tracciato i confini del loro malcontento, che andrebbe oltre la mera rappresentanza politica.
Prima Troili che ha lamentato l’abbandono di Bagnaia: “stiamo un pelo, una virgola che quasi non si vede, meglio di quanto non stessimo con l’amministrazione Marini. Bagnaia ha bisogno di attenzione – ha detto Troili – un’attenzione che invece non c’è. Ci sono cose di ordinaria amministrazione all’ordine del giorno che andrebbero fatte, ma non si fanno. Da Valle Pierina, all’ex scuola Media, al collegamento Valle Pierina-Villa Lante fino Villa Lante. L’unica cosa che è stata fatta è stata la messa in sicurezza del Palazzo Gallo”.
Dall’altro lato Marco Volpi di Grotte Santo Stefano. “Una virgola meglio di prima? Non so se una virgola meglio o se una virgola peggio di prima. Ci sono necessità urgenti alle quali l’amministrazione non dà risposte soddisfacenti. Dall’acqua all’arsenico al cimitero. Poi la pulizia delle strade fatta con mezzi senza operatore, la mancanza di opere pubbliche necessarie. Sicuramente non stiamo come speravamo di stare cambiando amministrazione. Sono completamente insoddisfatto”.
Volpi poi va oltre la questione delle frazioni e spiega la posizione nei confronti della crisi di maggioranza. “Michelini deve capire che le nostre istanze derivano dal nostro stare in mezzo alle persone e quindi dovrebbe ascoltarci. Non vogliamo la luna. Serve dialogo, programmazione e condivisione con i cittadini e non serve stare dentro un palazzo a elaborare strategie pro-corrente. Purtroppo però – aggiunge – questa amministrazione si è contraddistinta per questo. Abbiamo tre anni per cambiare verso, però qualcuno deve ascoltarci e non ho problemi a dire che potrebbe essere l’ultima chance. Non è detta che non potremmo dare appoggio esterno o un appoggio di volta in volta sulle singole iniziative. Ma non mi sembra che ci stiano ascoltando e che Michelini abbia capito, ci ha costretto con le prove di forza nel passato, però – conclude – non si può continuare così. La corda prima o poi si spezza, noi non abbiamo niente da perde”.


















