Crisi a Palazzo dei Priori, parola al sindaco Arena
Arena
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VITERBO - In una nota inviata alla stampa affida il suo punto di vista su quanto accaduto e abbozza il quadro all'interno del quale intende muoversi.

VITERBO – E’ un sindaco attendista il Giovanni Arena chiamato a gestire una nuova crisi a Palazzo dei Priori. Sa bene che in politica succede, anche se i suoi sembrano avere superato il segno. E’ lui il primo a non nascondere questo pensiero. 

In una nota inviata alla stampa affida il suo punto di vista su quanto accaduto e abbozza il quadro all’interno del quale intende muoversi.

“Alla luce di quanto accaduto in questi giorni, non posso che manifestare tutta la mia amarezza per alcuni comportamenti che si sono verificati negli ultimi consigli comunali – così il primo cittadino -.

Non intendo ulteriormente tollerare che i cittadini viterbesi siano delusi da certi atteggiamenti. La cittadinanza pretende e merita serietà ed impegno quotidiano da parte di chi è stato scelto per dedicarsi al bene comune.

A Viterbo va il nostro rispetto e la nostra dedizione e da ora in poi pretenderò, da parte di tutti gli amministratori che compongono la maggioranza, un approccio completamente diverso ed in linea con l’impegno dovuto al mandato.

Sin dall’inizio di questa mia esperienza, ho chiesto che il lavoro si concentrasse su alcuni aspetti chiave per la città: dalla manutenzione stradale a quella del verde pubblico e delle erbe infestanti; dal miglioramento della gestione dei rifiuti, della pulizia e del decoro urbano, fino alle fondamentali opere pubbliche. Tutti interventi indispensabili per avere una città più sicura, ordinata ed accogliente.

Nei prossimi giorni, mi adopererò, insieme ai responsabili delle forze politiche che mi sostengono, per cercare di capire e risolvere le problematiche che hanno portato a questo momento di stallo amministrativo.

Al più presto, rimetterò quindi alla valutazione delle forze politiche una proposta che, sulla base di quanto verrà o meno condiviso, sarà il segnale della persistenza delle condizioni per la prosecuzione di questa esperienza amministrativa.

Apprezzo la piena fiducia nei miei confronti che tutti i capigruppo di maggioranza hanno riconfermato in sede di consiglio comunale ed ho molto gradito la solidarietà manifestata anche da alcuni esponenti della minoranza.

Sono sicuro che è volontà di tutta la coalizione andare avanti e mi auguro che, con senso di responsabilità, ognuno saprà fare un passo indietro al fine di ricreare un clima sereno e propositivo che ci consenta di riprendere a lavorare con la giusta determinazione per il bene della città e dei viterbesi”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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