
Cresce il Movimento Cinque Stelle sul territorio del Viterbese. Importanti i risultati ottenuti nei comuni più grandi: Montefiascone e Vetralla. A Orte i pentastellati non sono riusciti a partecipare alla competizione elettorale per problemi al momento della presentazione della lista.
Hanno corso invece a Fabrica di Roma, Soriano e Vitorchiano. Praticamente è l’unico partito a presentarsi in alcuni dei ventuno comuni andati al rinnovo con il proprio simbolo. Tutte le altre liste in corsa, seppure di area e con presenza di uomini di partito, hanno corso sotto simboli da lista civica.
Il Pd non si è presentato da nessuna parte con il proprio simbolo, stesso discorso per la galassia del centrodestra. Una scelta tipica nei comuni.
A Montefiascone il Movimento si è affidato al volto giovanissimo di Pietro Venturini, 24 anni ad agosto e di fatto il più giovane aspirante sindaco. Ha ottenuto un importante risultato e andrà a sedere tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale. Ha incassato 1468 voti, conquistando il 17,76% del consenso. Per capire l’entità del risultato occorre confrontarlo con i 2924 voti del vincitore Massimo Paolini (35,38%) e i 2894 (35,01%) del dato per favorito ma sconfitto Luciano Cimarello.
Di tutto rispetto anche il risultato di Vetralla, dove anche qui i pentastellati si sono affidati a una ragazza: Lorena Ciucci. Per lei 1309 voti (16,21%). Terzo posto alle spalle di Franco Copparri, vincitore con 2684 voti (33,22%), e Sandrino Aquilani con i suoi 1756 voti (21,75%). Subito sotto Luigi Zelli con 1201 preferenze (21,75).
Anche a Vitorchiano i Cinque Stelle portano a casa un discreto risultato, con Francesco Proietti fermo a quota 518 voti (17,34%). Anche qui i pentastellati arrivano terzi: Grassotti ottiene 1168 voti e Ciancolini 815.
Il dato che emerge è che dove riescono a presentare liste gli uomini e le donne del Movimento ottengono voti, il tutto senza stringere alleanze. In pratica c’è una fetta di circa il 17% di voto d’opinione praticamente ovunque. Indovinando candidati forti, nei piccoli paesi pesano tanto questioni di parentela e amicizia, è possibile arrivare a dama e conquistare i comuni. Il tutto senza voti di clientela, impossibili per il dna stesso del Moviemnto, e senza spese importanti di propaganda.
I dati che emergono anche nella Tuscia indicano chiaramente che non scorretto ed errato continuare a parlare del voto ai Cinque Stelle come voto di protesta. Si tratta infatti di un partito con una propria ideologia, una visione dell’azione amministrativa e una carica propositiva. Una realtà capace anche di scommettere su figure nuove e con un’idea del potere non personalistica. Forse fa comodo ai partiti tradizionali raccontare e raccontarsi la storia del voto di protesta ma sottovalutare il fenomeno non servirà a batterlo.


















