"Creare sinergia per l'apertura di un centro per l'autismo a Viterbo"
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La delegata alle politiche sanitarie di Palazzo dei Priori, Martina Minchella, lancia l'idea per creare sensibilizzazione sul problema e sistemi per affrontarlo

Lavorare insieme per aprire un centro sull’autismo a Viterbo. Questa la proposta lanciata da Martina Minchella, delegata alle politiche sanitarie del Comune di Viterbo, che aveva sollevato la problematica già in passato, più precisamente lo scorso 2 luglio, proprio in concomitanza con la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, quando “grazie ad un incontro organizzato da Villa Buon Respiro abbiamo avuto modo di riflettere sui disturbi dello spettro autistico, giornata in cui sono emerse criticità e proposte di miglioramento”.

“Mi piacerebbe – dice la Minchella – che non cadessero nel vuoto e che il prossimo due aprile si potesse segnare qualche piccolo passo in avanti a sostegno di chi ogni giorno si trova a convivere con l’autismo. Diagnosi, valutazione, counseling genitoriale, collaborazione con altri servizi tra le maggiori criticità emerse durante la tavola rotonda. Soltanto una collaborazione stretta tra i diversi enti che lavorano sul territorio, come più volte abbiamo evidenziato, possono portare a notevoli risultati per i pazienti e le famiglie”.

“E allora mi chiedo se non sia possibile unendo le forze poter pensare all’apertura di un centro per l’autismo, un luogo dove a partire dalla diagnosi si possa procedere ad una presa in carico con un progetto individualizzato per ogni singolo paziente, dove si possa mettere in campo la giusta informazione e campagne di sensibilizzazione, dove si possano svolgere attività di supporto e co-terapia, come gli interventi assistiti con gli animali, dove i genitori possano trovare sostegno familiare e parent training. Per segnare questi piccoli, ma importanti passi in avanti – conclude la delegata – serve l’impegno di tutti, impegno che sono sicura non mancherà, affinché sia il 2 aprile tutto l’anno”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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