Covid, il maltempo ritarda la consegna dei vaccini a Belcolle
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VITERBO – Situazione analoga in tutta Italia sferzata dal maltempo. Slitta di un giorno la consegna dei 1950 vaccini anti-Covid.

VITERBO – Covid, il maltempo ritarda la consegna dei vaccini a Belcolle.

Situazione analoga in tutta Italia sferzata dal maltempo. Slitta di un giorno la consegna dei 1950 vaccini anti-Covid. Secondo le previsioni i vaccini dovrebbero arrivare nelle prossime ore e, successivamente, con cadenza regolare, ogni dieci giorni.

Il ritardo nella spedizione delle scorte a Belcolle, sede dello stoccaggio per la Tuscia, ha causato l’impossibilità di continuare a vaccinare gli operatori sanitari dell’ospedale di Viterbo ma anche di iniziare la somministrazione del siero ai medici e agli infermieri di Acquapendente, Civita Castellana e Tarquinia.

La  Asl di Viterbo, dopo aver allestito il centro di vaccinazione a Belcolle, sta mettendo a punto i presidi di somministrazione negli ospedali di Acquapendente, Civita Castellana e Tarquinia e le squadre mobili di vaccinatori che raggiungeranno il resto della provincia. A partire dalle residenze per anziani, i cui ospiti e operatori riceveranno la loro dose già nei prossimi giorni.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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