Covid-19, tre nuovi positivi nel Viterbese. In due casi si tratta di operatori sanitari
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VITERBO - Le persone con referto di positività, due in convalescenza nel proprio domicilio e una ricoverata presso le Malattie infettive COVID-19 di Belcolle, sono residenti, o domiciliate, nei seguenti comuni: 1 a Montefiascone, 1 a Tuscania e 1 a Tolfa. Due dei tre casi odierni sono operatori sanitari: 1 presso l’ospedale di Belcolle e 1 presso l’ospedale di Tarquinia.

VITERBO – Tre casi accertati di positività al COVID-19 sono stati comunicati, entro le ore 12, dalla sezione di Genetica molecolare di Belcolle al Team operativo Coronavirus della Asl di Viterbo.

Le persone con referto di positività, due in convalescenza nel proprio domicilio e una ricoverata presso le Malattie infettive COVID-19 di Belcolle, sono residenti, o domiciliate, nei seguenti comuni: 1 a Montefiascone, 1 a Tuscania e 1 a Tolfa. Due dei tre casi odierni sono operatori sanitari: 1 presso l’ospedale di Belcolle e 1 presso l’ospedale di Tarquinia.

Il Team operativo Coronavirus ha attivato le misure di prevenzione e di protezione, al fine di contenere la diffusione del virus, irrobustendo la catena dei contatti stretti, con la preziosa collaborazione degli Enti locali.

In totale, alle ore 12 di questa mattina, i casi di positività al COVID-19, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 415, di cui 15 sono i casi accertati in strutture extra Asl.

Oggi è stata comunicata ai soggetti istituzionalmente competenti la guarigione dal COVID-19 di 14 pazienti, avendo ricevuto la refertazione di negatività rispetto a due tamponi eseguiti consecutivamente a distanza di alcuni giorni.

I cittadini sono residenti, o domiciliati, nei seguenti comuni: 4 a Viterbo, 2 a Oriolo Romano, 1 a Monterosi, 1 a Graffignano, 1 a Orte, 1 a Bassano Romano, 1 a Ronciglione, 1 a Capodimonte, 1 a Faleria e 1 a Vignanello.

Al momento, delle persone refertate positive al Coronavirus: 291 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio, 23 sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive, 9 nel reparto di medicina COVID, 2 sono ricoverate in Terapia intensiva, 2 all’ospedale Spallanzani. Sale a 61 il numero delle persone negativizzate e resta a 14 il numero delle persone decedute, a cui occorre aggiungere il paziente residente nella Tuscia e deceduto in una struttura ospedaliera fuori provincia.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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