Cotral, non diminuiscono i disagi per gli studenti
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Non finisce l'epopea degli studenti della Tuscia. Autobus sovraffollati e corse cancellate fanno montare l'indignazione di studenti e genitori. Intanto l'azienda promette di risolvere tutto...nel 2016.

Qualche giorno fa descrivevamo l’epopea di alcuni studenti della Teverina, quelli che per recarsi a scuola Orvieto tutti i giorni, devono prendere il pullman e fare lo stesso tragitto al ritorno. Ebbene per alcuni giorni di fila, una volta usciti da scuola, i ragazzi si sono ritrovati senza un “passaggio” per tornare a casa. Sballottati da una fermata all’altra, alla fine sono stati costretti a chiamare le famiglie, che si sono dovute organizzare per riportare i ragazzi indietro. Un disagio che sembrava non finire mai per i giovani. A questo problema e a quello del sovraffollamento di alcune corse, ora risponde direttamente l’azienda di trasporti laziale.

A quanto pare, infatti, se il problema del sovraffollamento è legato a un semplice problema di orario scolastico ancora non ben definito nelle prime settimane di apertura, quello delle corse tagliate ha una base molto più complessa. A quanto afferma l’azienda, infatti, il problema è legato alla “vetustà del parco mezzi” e per risolverlo bisognerebbe acquistare dei nuovi autobus. I pullman, in sostanza, sono troppo vecchi e si rompono di continuo. Giova sapere, inoltre, che la Cotral, dopo oltre 10 anni, ha bandito una gara per l’acquisto di oltre 400 autobus entro il 2018, un centinaio dei quali entreranno in funzione nei primi mesi del 2016.

In attesa dell’anno nuovo, però, gli studenti della Tuscia sono ancora le vittime del disservizio. Costretti a tornare a casa sempre in ritardo, sperando di poter salire su una coincidenza o in alternativa chiamando qualche genitore a casa. Si moltiplicano, infatti, le voci dei genitori e degli studenti che chiedono più corse e più sicurezza di arrivare a casa. Fra petizioni e minacce di class action, intanto, i ragazzi continuano a pagare l’abbonamento a un servizio che, fino al 2016, rimane sempre in forse.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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