Cotral, l'epopea infinita tra disagi e scaricabarili
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I lavoratori non ci stanno a vedersi scaricare tutta la colpa dei nuovi disagi ai trasporti e rispondono per le rime ai vertici della società

Il nuovo anno non ha migliorato le condizioni del servizio della società di trasporti del Lazio, ancora al centro del ciclone per le lamentele degli utenti. Anzi, le misure che sono state prese per ridurre i disagi, come l’implementazione di un nuovo orario per la Tuscia, sembrano di fatto aver peggiorato la situazione, rendendo palpabile la rabbia dei pendolari.

I nuovi mezzi non arriveranno prima della primavera, mentre quelli che dovevano essere presi in prestito non si sa che fine abbiano fatto. Risultato: con il nuovo orario partito il 7 gennaio, circa 200 corse sono sparite nel nulla. In tutto il viterbese la rabbia dei pendolari e degli studenti è andata crescendo, fino all’intervento della stessa società, che di fatto accusava gli autisti di “non aver compreso” le nuove direttive per gli orari.

“I disagi degli ultimi giorni non sono certo colpa degli autisti. Loro avevano avvertito il Cotral che la nuova organizzazione non avrebbe funzionato e, anzi, hanno fatto più del dovuto per contenere i disagi agli utenti. Ma i tagli delle percorrenze e dei turni in un servizio tanto ramificato come nella Tuscia comportano inevitabilmente che, saltata una coincidenza, a cascata tutto il sistema entri nel caos”. Anche la Cisl ora interviene a sostegno dei lavoratori, chiedendo che il piano venga riorganizzato da zero e che siano proprio i lavoratori a mettervi mano, forse più consci dei problemi delle varie corse.

“Nel Viterbese – dicono ancora dalla Fit Cisl – gli autisti sono stati molti corretti e il caos è solo conseguenza di una turnazione fatta male. Nell’ultima riunione tra le rsu e la società addirittura non è stato messo nulla a verbale, tanti erano i rilievi sollevati dai sindacati”. Anche i lavoratori stessi della Cotral, infine, intervengono per segnalare come la colpa di tutto non sia la loro, ma di una turnazione fatta male dai vertici. Anche i vecchi mezzi, alcuni con oltre 20 anni di servizio alle spalle, contribuiscono ad aumentare i disagi fra improvvisi guasti e malfunzionamenti.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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