Cotral, genitori sul piede di guerra contro la società
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Un'epopea senza fine quella degli studenti pendolari della Tuscia, ammassati come bestie su autobus vecchi e insufficienti. Dai genitori si alza un grido di protesta e la proposta di aumentare il numero di mezzi a disposizione, ma dall'azienda di trasporti non arriva risposta.

Continua la quotidiana guerra degli studenti pendolari della provincia, che ogni giorno affrontano autobus stracolmi, corse cancellate e disservizi per andare semplicemente da casa a scuola e da scuola a casa.

Dopo i tanti disagi dei giorni scorsi sulla Teverina e nel comprensorio di Marta, l’ultimo episodio è accaduto ieri quando alcuni studenti sono rimasti fuori dai cancelli della scuola. Il motivo? Non è dovuto alla scarsa puntualità dei mezzi, ma alla prudenza di un autista, che non se l’è sentita di guidare con un mezzo che oltrepassava i carichi consentiti.

L’autobus era così pieno, infatti, che il conducente non se l’è sentita di continuare a guidare e si è fermato, in attesa dell’arrivo della corsa successiva, sulla quale sono stati smistati alcuni ragazzi. Purtroppo, però, il tempo accumulato nell’attesa ha impedito ad alcuni studenti di frequentare le lezioni. Il problema alla base è sempre lo stesso: troppo poche corse e mezzi sempre pieni come un uovo.

Mentre la Cotral rimane nel silenzio, però, una mamma avvocato ha iniziato a scrivere a nome suo e di altri genitori all’azienda. Già una ventina le famiglie che hanno aderito all’appello: ripristinare la vecchia corsa bis che si aggiungeva al bus delle 13.10 e l’aggiunta di un’altra corsa, per distribuire meglio i ragazzi sui mezzi.

Intanto le giornate scorrono così. Con una corsa assurda dei ragazzi per riuscire a entrare sugli autobus per andare o tornare da scuola, a volte rischiando veramente di farsi male, mentre si alzano i gomiti e si arriva alle spinte per passare e accaparrarsi un posto, anche in piedi sull’autobus.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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