Cotral, a Bassano in Teverina trenta ragazzi rimangono a piedi. Romoli: "Si attivi una corsa aggiuntiva"
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BASSANO IN TEVERINA - Il problema non è da poco e rischia di minare il diritto allo studio per i ragazzi del paese della Teverina che ogni mattina devono raggiungere l’istituto omnicompresivo Besta di Orte.

BASSANO IN TEVERINA – L’autobus Cotral lascia a piedi una trentina di studenti di Bassano, il sindaco Alessandro Romoli scrive all’azienda per chiedere una corsa aggiuntiva.

Il problema non è da poco e rischia di minare il diritto allo studio per i ragazzi del paese della Teverina che ogni mattina devono raggiungere l’istituto omnicompresivo Besta di Orte.

Già lo scorso anno c’erano problemi seri ma le disposizioni di contrasto al Covid-19 impediscono quello che fino a pochi mesi fa era la regola: autobus sovraffollati. Così gli autisti, una volta raggiunto il numero massimo di persone trasportabili, non fanno più salire. 

“Premesso che lo scrivente – così Romoli nella lettera indirizzata ai vertici della società di trasporto – è assolutamente consapevole che detta circostanza non possa assolutamente ricadere nelle responsabilità del personale COTRAL addetto al trasporto, rappresento che il Cotral mette a disposizione un unico mezzo in orario scolastico con partenza da Soriano nel Cimino alle ore 7 circa, il quale transitando anche nella frazione di Chia, arriva nel nostro comune già saturato nelle possibilità di ospitare ulteriori studenti.

Già lo scorso anno avevamo manifestato il disagio vissuto dagli studenti costretti a viaggiare in sovraffollamento e in condizioni precarie violando ogni norma di sicurezza.

Tutto ciò premesso, al fine di assicurare un trasporto dignitoso ed in regola con le normative Covid per tutti i nostri studenti, gran parte minorenni, si invita la società ad attivare con sollecitudine una corsa supplementare che consenta l’arrivo dei ragazzi in tempo utile per poter frequentare in orario le lezioni”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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