Costruzioni dell'area di rispetto cimiteriale, per Anac corretto l'operato dell'amministrazione Arena
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VITERBO - Area di rispetto cimiteriale, l'Anac risponde all'esposto presentato dai consiglieri di Viterbo 2020 su presunte difformità applicative delle norme tecniche di attuazione.

VITERBO – Area di rispetto cimiteriale, l’Anac risponde all’esposto presentato dai consiglieri di Viterbo 2020 su presunte difformità applicative delle norme tecniche di attuazione.

“Il Comune di Viterbo ha agito in ottemperanza alle normative della trasparenza e della legalità, con specifico riferimento alle concessioni relative alla fascia di rispetto cimiteriale, in ambito urbanistico ed edilizio – scrive così Arena riportando il contenuto dell’intervento dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione -. A confermarlo non sono io in qualità di sindaco, ma l’Anac.

Nello specifico, mi riferisco alla certificazione dell’Autorità nazionale anticorruzione pervenuta lo scorso 13 novembre, a seguito del procedimento di vigilanza attivato dai consiglieri di Viterbo 2020. Gli stessi consiglieri Frontini, Antoniozzi, Chiatti e Notaristefano si sono infatti rivolti all’Anac per verificare il sistema dei controlli anticorruzione del Comune, in particolare nella materia urbanistica.

Gli esponenti del gruppo presumevano disfunzioni amministrative e la mancata adozione di adeguate misure organizzative, situazioni che avrebbero potuto favorire un humus poco trasparente e attività non presidiate di controllo. Per tali asserite violazioni delle misure di prevenzione previste dal piano anticorruzione, si rivolgevano all’Anac. In sintesi, un esposto mirato ad avviare un’apposita ispezione sul funzionamento e sull’osservanza del Piano Triennale della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione, nell’area di rischio urbanistica.

A seguito di tale esposto, la dottoressa Annalisa Puopolo, responsabile anticorruzione del Comune di Viterbo, si è prontamente attivata per effettuare un monitoraggio straordinario delle misure del piano anticorruzione, avviando, con la collaborazione del Settore VII Urbanistica, una indagine amministrativa interna, a tappeto, sugli anni addietro, producendo all’Anac plurime e circostanziate memorie”.

È l’Anac stessa, a firma del presidente, l’avvocato Giuseppe Busia, a notificare al Comune di Viterbo la seguente certificazione: “Il Consiglio dell’Autorità, nell’adunanza dell’11 novembre 2020, ha deliberato di definire l’attività di vigilanza indicata in oggetto nei confronti del comune di Viterbo, risultando l’Area di rischio inerente l’Urbanistica e l’Edilizia adeguatamente mappata nel Piano Anticorruzione 2020-2022 e presidiata da misure generale e speciali idonee a prevenire il verificarsi di eventi corruttivi”.

“L’Anac ha dunque respinto al mittente le denunciate e dunque infondate ipotesi degli esponenti del gruppo consiliare Viterbo 2020 – conclude Arena -, promuovendo a pieno titolo il piano anticorruzione dell’ente approvato dalla giunta e l’attento e scrupoloso lavoro portato avanti dal responsabile anticorruzione del Comune di Viterbo Puopolo per l’efficacia dei sistemi di controllo interni e del presidio anticorruzione. Un’autorevole attestazione dell’Anac di un agire amministrativo corretto e trasparente, nel rispetto della legalità”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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