Cose assurde - Strada Ponte del Diavolo: auto incidentata in “esposizione” presso l’isola ecologica
auto 1
lafune_800 x 120
La fantasia umana non ha limiti. Un’auto incidentata da alcuni giorni lasciata in bella vista in prossimità dell’ isola ecologica di Strada Ponte del Diavolo. Sul parabrezza il numero di cellulare del proprietario che invita a contattarlo qualora si avesse bisogno di pezzi di ricambio.

La fantasia umana non ha limiti e noi italiani, si sa, siamo maestri nell’arte di arrangiarsi. Ma lo spettacolo che si presenta in Strada Ponte del Diavolo da alcuni giorni è veramente singolare. In prossimità dell’ isola ecologica è stata lasciata in esposizione un’ autovettura, visibilmente incidentata. Infatti il veicolo presenta numerose ammaccature e ha gli airbag aperti.

Il proprietario, invece di portarla presso un centro di autodemolizioni come avremmo fatto tutti, ha pensato bene di esporla in bella mostra presso l’isola ecologica con tanto di bigliettino sul parabrezza in cui invita eventuali potenziali acquirenti a contattarlo per avviare una trattativa privata per la vendita dei pezzi di ricambio del veicolo incidentato.

La storia è comica, grottesca, farebbe quasi ridere. Quasi appunto. In realtà c’è ben poco da ridere. Un simile evento, frutto della pensata di un buontempone in vena di facili affari, aumenta il livello del degrado di un’area che, dopo lo spostamento (incomprensibile) dell’ isola ecologica da Strada Procoio all’ intersezione tra Strada Ponte del Diavolo e Strada Freddano, sta già vivendo forti difficoltà causa la quantità di immondizia che vi viene abbandonata a tutte le ore del giorno e della notte.

L’auspicio è che le autorità competenti intervengano prontamente per rimuovere il veicolo e per far passare a questo signore, e a tutti coloro che potrebbero partorire idee simili, la malsana abitudine di utilizzare un’ isola ecologica come un supermarket di pezzi di ricambio di auto incidentate.

Masicar800x120-optimize
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
domenicale post
lafune_300 x 600
monastero interno
Onda
asvis 2
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
POST FB 02