Cosa significa vivere in un piccolo borgo della Tuscia
800x120 (1)
Oltre alle attività economiche, il paesaggio rurale ha un immenso valore per la sostenibilità ambientale, la biodiversità, la conservazione di paesaggi e la salvaguardia delle tradizioni agricole.

INSIDE – In un mondo sempre più dominato dai centri urbani, l’importanza duratura della vita rurale sta ottenendo un rinnovato riconoscimento. Definita dal suo contrasto con l’urbanizzazione, la ruralità comprende gli spazi geografici, culturali e sociali del mondo agricolo.

Oltre alle attività economiche, il paesaggio rurale ha un immenso valore per la sostenibilità ambientale, la biodiversità, la conservazione di paesaggi e la salvaguardia delle tradizioni agricole. Questa profonda “empatia per la terra” influenza queste comunità, favorendo un legame con il mondo naturale spesso assente nei contesti più urbanizzati delle grandi città.

I legami stretti tra gli abitanti dei piccoli centri rurali contribuiscono a creare un forte senso di comunità, tramandato di generazione in generazione. A questo proposito anche le tradizioni sono custodite e mantenute, rappresentando un legame vitale con il passato.

E vivendo in un piccolo borgo della Tuscia tutto questo lo percepisco, è una parte essenziale della mia giornata. Dove i ritmi della vita rurale sono ancora in gran parte dettati dalle stagioni. Come il lavoro nei campi, dalla semina al raccolto, è una testimonianza del rapporto duraturo tra l’uomo e il mondo naturale.

La natura ciclica dell’agricoltura ci ricorda costantemente l’importanza di rispettare e lavorare in armonia con l’ambiente. Mentre politici, (pochi) e cittadini si confrontano con questioni di sostenibilità e tutela ambientale, gli insegnamenti e i valori naturali nella vita rurale offrono spunti preziosi e percorsi verso un futuro più equilibrato e sostenibile.

Preservare e sostenere le comunità rurali non significa solo preservare il passato; significa investire in un futuro in cui la tutela ambientale, la biodiversità e lo spirito di comunità prosperino.

 

Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

800x120 (1)
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
Onda
asvis 2
Fune 300x300
monastero interno
lafune_300 x 600
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01