Corso Italia, c'è chi dice no alla resa. I fratelli Scotolati investono nel rilancio dei loro negozi
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La fortuna di un centro storico è data anche dalla capacità degli imprenditori commerciali che ci lavorano e decidono di investire. La storia che vi raccontiamo questa domenica è positiva. Due fratelli che decidono di rilanciare i propri negozi.

Se Corso Italia, a Viterbo, è stata da sempre la via dello shopping è merito solo dei tanti imprenditori che hanno deciso di portare fashion, stile e qualità nel cuore del capoluogo. In un periodo in cui si affronta quotidianamente il tema della crisi e di tutti i problemi legati al centro storico, c’è ancora chi fa parlare di sé con un messaggio positivo.

 

Cinzia e Roberto Scotolati, titolari di diversi negozi di abbigliamento del centro, hanno deciso di tornare a investire su Corso Italia, rilanciando uno dei loro store più amati dai viterbesi: Salomè. “Siamo sicuri che continuare a puntare sulla qualità e su quello che vogliono le nostri clienti sia l’unico modo per rilanciarsi in questo periodo”, dicono i due fratelli. “ Nel corso degli anni abbiamo imparato a non arrenderci di fronte alle difficoltà e tutto l’entusiasmo e la passione messi in campo sono sempre stati ripagati dai nostri clienti, che vogliamo ringraziare per apprezzare tutte le attenzioni a loro rivolte”.

 

La storica attività, situata esattamente in Corso Italia 70, sarà protagonista di un importante restyling che toccherà sia l’assortimento dei brand sia l’interior design, per presentarsi poi al grande pubblico sabato 29, con un evento che durerà tutto il giorno. Dal 1986 Salomè ha sempre saputo reinterpretarsi, dimostrando una grande attenzione alle ultime tendenze dettate dal fashion system. Quella di Cinzia e Roberto per la moda è sempre stata una vocazione, in quasi trenta anni di carriera possono vantarsi di aver scoperto e portato a Viterbo per primi tantissimi brand emergenti, offrendo alle donne viterbesi total look adatti a qualsiasi occasione. Il refresh di Salomè vedrà il negozio adattarsi alle ultime tendenze metropolitane, con uno stile industriale che strizza l’occhio al vintage.

 

Per la gioia delle fashion addicted, agli storici marchi Met, Guess, Please, Kontatto, Silvian Heach, Via delle rose e O bag k bag, si aggiungono Shop art, Dixie, Lemarè, Crime, 2 Sta e Klixs e tanti altri. Il 29 marzo, nel corso del refresh party che durerà tutto il giorno, dj set e animazione, sarà allestito un set fotografico. Chiunque vorrà potrà giocare con la moda e farsi ritrarre con l’outfit preferito, partecipando così al facebook contest The face of Salomè. La foto con più like diventerà la protagonista del nuovo catalogo primavera estate, che verrà presentato con un altro evento. Per far tornare il corso quello di un tempo.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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