Corrado Alvaro, l'uomo che ha raccontato il mondo e ha scelto il silenzio di Vallerano
Gemini_Generated_Image_3hbmn03hbmn03hbm
800 Confartigianato
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.

STORIE – Settant’anni. Sono passati settant’anni da quando Corrado Alvaro, il gigante della letteratura italiana, ha chiuso il suo taccuino. E, a guardare bene, c’è da farsi venire un groppo in gola.

Per chi non lo sapesse – e oggi c’è gente che non sa nemmeno chi ha scritto il proprio nome sui libri di scuola – Corrado Alvaro non era uno che passava per caso. Era una delle penne più affilate e profonde del Novecento. Calabrese di nascita, cosmopolita per mestiere, è stato un intellettuale che ha saputo leggere il fascismo, la guerra e il dopoguerra con la lucidità di chi non si lascia incantare dalle sirene del potere. Giornalista, scrittore, drammaturgo, inviato speciale che ha girato l’Europa e la Russia: ha raccontato l’uomo moderno con una precisione che fa quasi paura.

Ma il punto non è solo quello che ha scritto. Il punto è dove ha deciso di fermarsi. Verso la fine degli anni ’40, questo intellettuale che aveva visto i salotti di Parigi e le nevi di Mosca, scopre Vallerano. Ci arriva nel 1948, quando cerca un rifugio dal frastuono di Roma e dal peso di una fama che, certe volte, diventa una prigione. A Vallerano, tra quei castagneti che sembrano cattedrali naturali, Alvaro trova quello che i grandi palazzi non potevano dargli: il respiro della terra.

Quel “segreto verde” di cui parlava non era una storiella per turisti. Era un ritorno alle origini, alla vita contadina che lui, pur venendo dalla terra, aveva dovuto lasciare per inseguire la penna. A Vallerano, Alvaro è diventato di casa. Si è fatto agricoltore, ha curato i suoi alberi, ha sporcato le mani di terra. È qui che ha continuato a pensare, a scrivere, a osservare il mondo da una prospettiva privilegiata: quella di chi sta con i piedi ben piantati nel terreno e la testa a guardare le stelle.

E sapete qual è il colmo per chi cerca la pace? Che la pace l’ha trovata davvero, e per sempre. Quando nel 1956 ha deciso che il viaggio era finito, non ha chiesto di essere sepolto in un pantheon cittadino o in un sacrario rumoroso. Ha voluto restare lì, nel cimitero di Vallerano, tra la gente di quel paese che lo aveva accolto non come il “Grande Scrittore”, ma come Corrado.

Oggi, a settant’anni dalla sua scomparsa, andate a Vallerano. Fermatevi davanti alla sua tomba. Non troverete marmi pacchiani o targhe che abbagliano. Troverete un uomo che, dopo aver girato il mondo, ha capito che la cosa più importante da fare, prima di andarsene, era scegliere con cura dove mettere radici.

Corrado Alvaro è stato un maestro del pensiero, un osservatore impietoso e amorevole della condizione umana. Ma, soprattutto, è stato un uomo che ha capito, prima di tanti altri, che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all’ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.

Masicar800x120-optimize
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
POST FB 02
asvis 2
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
domenicale post
Onda
Masicar300x300-optimize