Corpus Domini, arte e fede insieme per fare bella Viterbo
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VITERBO - Arte e fede presentato dalla Diocesi di Viterbo in collaborazione con l'Arciconfraternita del Gonfalone e Araldi della madonna del Carmelo della parrocchia di Santa Maria Nuova, la fondazione Carivit e Tuscia in Fiore.

VITERBO – Arte e fede presentato dalla Diocesi di Viterbo in collaborazione con l’Arciconfraternita del Gonfalone e Araldi della madonna del Carmelo della parrocchia di Santa Maria Nuova, la fondazione Carivit e Tuscia in Fiore.

Giovedì 8 giugno 2023, intorno alle 19:00, 22 dipinti originali, stampati in formato 2×2 m, accoglieranno la tradizionale processione del Corpus Domini a via Cavour, Viterbo. Ogni stampa è portata a mano da 2 allievi della scuola dei marescialli della aviazione militare di Viterbo. Al passaggio della processione le opere ruotano di 180° ed offriranno un magnifico spettacolo da piazza del Plebiscito.

Passata la processione le opere vengono esposte a piazza del Comune fino a sera. Le stampe restano alla confraternita che ne farà buon uso in altre manifestazioni. L’idea originale è nata durante una conversazione tra il priore Franco (Quintaletto) Chiaravalli, l’artista Angelo Paccosi, autore di uno dei dipinti, e Giulio Della Rocca. Il nuovo ed attivissimo vescovo, sua eccellenza Orazio Francesco Piazza, ha accettato con entusiasmo l’idea portata a buon fine dalla professoressa Laura Principi, direttrice Artistica di Tuscia in fiore, e dal Professor Nuccio Chiossi, direttore esecutivo.

La voglia di farsi bella è forte nella città che “teniamo stretta al cuore”: alle sopra citate forze si sono unite anche la Confartigianato ed i Cavalieri di Malta. Un ringraziamento speciale va al comandante della Scuola Marescialli, colonnello Sandro Cascino, che purtroppo è alla fine dei tre anni di mandato ma che ha cucito con intelligenza e determinazione il tessuto che lega la scuola alla città. Viterbo si presenta al meglio ed è città d’arte quando le energie creative si uniscono in rete con tutti sempre pronti a fare un passino indietro.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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