Coronavirus, nelle ultime 24 ore effettuati trecento tamponi nella Tuscia
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VITERBO - Ad oggi 295 cittadini sono in isolamento domiciliare fiduciario, 5038 hanno invece concluso il periodo di isolamento.

VITERBO – Trecento tamponi nelle ultime 24 ore nella Tuscia. Dall’inizio dell’emergenza COVID, nella provincia di Viterbo sono stati effettuati 24958 tamponi. Ad oggi 295 cittadini sono in isolamento domiciliare fiduciario, 5038 hanno invece concluso il periodo di isolamento.

Al momento, delle persone refertate positive al Coronavirus: 3 sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive, 2 sono ricoverate in una struttura sanitaria extra Asl, 82 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio. Sale a 470 il numero delle persone negativizzate, 25 sono le persone decedute, a cui occorre aggiungere il paziente residente nella Tuscia e deceduto in una struttura ospedaliera fuori provincia.

Prosegue nella Tuscia l’indagine di sieroprevalenza avviata dalla Regione Lazio. Entro la giornata di ieri i laboratori analisi di Belcolle e di Civita Castellana hanno refertato 8780 test sierologici. Di questi, 133 hanno dato esito positivo, con un indice di prevalenza dell’1,51%. Dall’inizio dell’indagine, due sono i casi accertati di positività al COVID-19.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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