Coronavirus, nella Tuscia superate le 4mila vaccinazioni
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VITERBO – Somministrazione oltre l’80% tra operatori sanitari e medici di famiglia.

VITERBO – Coronavirus, nella Tuscia superate le 4mila vaccinazioni.

Questo il dato comunicato alle 18 di ieri, stando a quanto comunicato dalla regione Lazio.

Ad oggi il vaccino è stato somministrato a circa l’80% degli operatori sanitari di Belcolle e degli ospedali di Acquapendente, Civita Castellana e Tarquinia. Ma anche al personale e agli ospiti di quindici strutture (tra Rsa, case di cura e di riposo) della Tuscia.

Tra gli oltre 4mila vaccinati, pure 193 medici di famiglia  e 123 pazienti dializzati in cura tra gli ospedali di Belcolle, Civita Castellana e Tarquinia e la clinica Santa Teresa di Viterbo.

Nella prossima settimana l’obiettivo sarà quello di iniziare a proteggere i cittadini con più di 80 anni, dunque soggetti particolarmente fragili, e iniziare i primi richiami su coloro che, per primi, hanno ricevuto la prima dose del vaccino.

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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