Coronavirus nella Tuscia, i contagiati salgono a 37
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VITERBO – Nella giornata di ieri sei nuovi casi: tre a Tuscania, uno a Viterbo, uno a Capodimonte e uno a Oriolo Romano.

VITERBO – Coronavirus nella Tuscia, i contagiati salgono a 37.

Nella giornata di ieri sei nuovi casi: tre a Tuscania, uno a Viterbo, uno a Capodimonte e uno a Oriolo Romano.

 

Cinque di loro sono in quarantena domiciliare, mentre uno si trova ricoverato all’unità di malattie infettive di Belcolle.

I contagiati sono seguiti dal team operativo Coronavirus della Asl che sta cercando di ricostruirei loro incontri e i loro spostamenti degli ultimi 14 giorni per valutare se ci sono altri soggetti positivi, o da mettere in quarantena in via precauzionale.

Il caso di Capodimonte è quello che preoccupa di più a causa della professione del contagiato: medico di base. Un’attività che lo avrebbe portato ad avere contatti con tantissime persone negli ultimi 14 giorni.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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