
VITERBO – “Oggi ho ricevuto una disdetta per il primo marzo al ristorante, con motivazione emergenza sanitaria nazionale. Le persone in questione hanno annullato il soggiorno, di tre giorni, nella Tuscia”. A raccontarlo a La Fune è un noto ristoratore del Viterbese.
Ma questa è solo la punta di un iceberg che rischia di avere dimensioni impressionanti e dannose per la nostra economia e impatti da scongiurare su imprese e posti di lavoro. Il Coronavirus, a ben guardare, rischia di fare più danni per i possibili effetti collaterali che per la malattia in sé.
Per questo invitiamo tutti a mantenere la massima lucidità, a consultare soltanto media affidabili per rimanere aggiornati e fare la massima attenzione a quello che circola sui sociale e sul web in generale.
Ricordiamo che chiunque abbia sintomi sospetti e intende stare più tranquillo non deve assolutamente recarsi al Pronto Soccorso ma chiamare il 1500 o il 112. Non bisogna nella maniera più assoluta presentarsi in ospedale.
Ricordiamo inoltre che è in corso una diffusione della normale febbre e che è molto più probabile che raffredori, mal di gola e altro siano attribuibili a questa piuttosto che al Coronavirus.

















