Coronavirus, nella Tuscia registrati 69 casi. Nella giornata di ieri 12 nuovi positivi
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VITERBO – Il numero dei contagiati sale a 69. Dopo il capoluogo è Tuscania la città con più casi. Il pugno duro dei sindaci contro i “furbetti”.

VITERBO – Il numero dei positivi al Covid-19 nella Tuscia è salito a 69.

Solo nella giornata di ieri 12 nuovi casi. Con Tuscania che è diventata, dopo Viterbo, la seconda cittadina ella Tuscia con il più alto numero di positivi al Covid-19.

Una situazione complicata che ha portato alcuni sindaci ad attuare una “tolleranza zero” nei propri comuni di competenza.

A Viterbo il sindaco Arena, dopo aver chiuso i parchi cittadini e le aree termali,  ha inviato un appello ai viterbesi pregandoli di  eliminare le uscite per attività fisica.  A Tarquinia e Montalto i sindaci Giulivi e Benni con apposite ordinanze hanno chiuso lidi, giardini e pinete. A Caprarola Stelliferi ha chiuso l’accesso alla riserva naturale del lago di Vico. A Bagnoregio Profili si affida alla tecnologia, utilizzando i droni per individuare assembramenti non autorizzati.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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