“Coronavirus, consegnate oltre 4500 mascherine ai cittadini”
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NEPI - In campo la croce rossa: "E’ stata data una mascherina a famiglia per permettere ad almeno un componente di uscire per approvvigionamenti".

NEPI – Sono giorni difficili, sono i giorni dell’emergenza Covid-19 ma sono anche i giorni nei quali le comunità possono e si stanno riscoprendo solidali.

La croce rossa è impegnata a tutti i livelli nell’assistenza alla gestione di questa pandemia mondiale e anche noi a Nepi facciamo la nostra parte per assistere, aiutare, sostenere la comunità.

Nei giorni scorsi è terminata la prima consegna di oltre 4500 mascherine che ci sono state affidate dall’amministrazione del comune di Nepi.

Non è stato semplice reperirle e si è trattato di una azione congiunta fra iniziativa dell’amministrazione comunale, protezione civile e donazioni da parte di privati.

Occorre, ed è bello ricordare i gesti di solidarietà come le 500 mascherine donate dall’azienda Acqua di Nepi e le 500 donate dall’azienda commerciale Happy house.

E’ stato un lavoro pesante svolto in tempi brevi, organizzato con consegna diretta davanti a supermercati e farmacie e con la consegna porta a porta per i residenti dei centri residenziali e delle zone di campagna.

E’ stata consegnata una mascherina a famiglia perché l’obiettivo non era ovviamente “il tutti fuori” ma quello di fornire un presidio necessario per permettere ad almeno un componente del nucleo famigliare di uscire per approvvigionamenti.

Il compito della croce rossa è anche stato quello di informare al giusto utilizzo e manutenzione delle mascherine e, come ricorda il presidente Carlo Marchionni, anche rassicurare la cittadinanza su tutti gli aspetti dell’emergenza in corso.

Informare è il primo passo nella gestione di una emergenza, formare la cittadinanza ad una risposta consapevole e responsabile il secondo.
Continua il nostro impegno e ringraziamo tutti quelli che ci aiutano ad aiutare.

Croce Rossa di Nepi, Castel Sant’ Elia e Monterosi
Consiglio direttivo

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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