Coronavirus, anche nel Viterbese locali e attività gestiti da asiatici sono deserti. Ecco i motivi per cui è assurda la psicosi
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VITERBO - In questi giorni, in cui cresce la paura per il diffondersi del Coronavirus, queste attività commerciali sono praticamente deserte.

VITERBO – Negli ultimi anni sono diventati delle sorte di “Mecche” dell’acquisto e del consumo di cibo. Ristoranti e negozi stile bazar gestiti da asiatici, in modo particolare cinesi, sono proliferati anche nel capoluogo della Tuscia e in giro per la provincia.

In questi giorni, in cui cresce la paura per il diffondersi del Coronavirus, queste attività commerciali sono praticamente deserte. Tutto figlio dell’emotività e della paura, che crescono a ogni nuovo caso registrato e reso noto dai media. L’effetto psicosi è alto, soprattutto in assenza di informazioni e dati importanti. Per comprendere la reale portata del fenomeno infatti servono i numeri e la risposta analitica a due semplici domande: quanto è letale il Coronavirus? Quanto è contagioso?

Il Corriere della Sera ha sentito il bisogno di affrontare il tema con grande serietà e ha incaricato la giornalista Margherita De Bac di approfondire il tema, studiare i numeri e trovare risposte ai due quesiti. Quello che ne viene fuori è illuminante e aiuta a evitare l’effetto psicosi. Riportiamo fedelmente i testi sviluppati dal Corriere della Sera sulle due domande in questione.

Quanto è letale?
La letalità, cioè la percentuale dei morti in relazione al numero dei casi, è ancora basata su una stima. Se ci si attiene ai pazienti curati in ospedale è del 3% con il 20% di casi gravi. E’ presumibile però che i casi siano molto più numerosi perché quelli caratterizzati da sintomi lievi o trascurabili non arrivano all’osservazione dei medici e quindi non rientrano nel calcolo. Molto ancora c’è da chiarire, bisogna seguire l’evoluzione dell’epidemia per trarre altre informazioni. Si può ipotizzare una letalità di questa malattia inferiore a quella della Sars, la sindrome respiratoria acuta grave che tra 2002 e 2003 seminò circa 750 morti su circa 8mila casi.

E’ molto contagioso?
Ha una contagiosità da 1,5 a 2 (è il numero di riproduzione di base che indica i contagi secondari che un agente infettivo può produrre in una popolazione sana). Significa che ogni paziente può infettare da una persona e mezzo a due. Non è un tasso particolarmente alto. Il morbillo oscilla tra 7 e 29. Basta osservare quello che sta accadendo in questi giorni nella provincia di Lecce: nella stessa Asl in un mese 37 casi di morbillo, quasi tutti in adulti non vaccinati, 2 neonati e 2 bambini. Si calcola che per contenere il focolaio cinese occorre bloccare il 60% dei contagi.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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