Coronavirus, anche il Lazio ha la sua “Codogno”: Fondi totalmente isolata
Fondi
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FONDI – La cittadina in provincia di Latina, il cui mercato ortofrutticolo rifornisce anche la Tuscia, con 47 casi di Coovid-19 è la prima zona rossa del Lazio. Nessuno può entrare né uscire.

FONDI – La cittadina in provincia di Latina, il cui mercato ortofrutticolo rifornisce anche la Tuscia, con 47 casi di Coovid-19 è la prima zona rossa del Lazio. Nessuno può entrare né uscire.

Il Covid-19 sarebbe arrivato a Fondi attraverso un uomo del nord Italia che era venuto nella cittadina laziale a trovare gli anziani genitori.  Il virus si sarebbe poi diffuso nella locale comunità durante una festa di Carnevale.

Il virus si sta velocemente espandendo. Numeri impressionanti: 2 morti, 47 persone contagiate, 192 persone in sorveglianza attiva e 760 in isolamento domiciliare nella sola cittadina di Fondi.

Da qui l’ordinanza della Regione Lazio di isolare totalmente la cittadina: nessuno può entrare né uscire.

Numeri che fanno paura se comparati con il paese diventato tristemente famoso a causa del Covid-19: Codogno.

Secondo la locale Asl l’1% della popolazione di Fondi sarebbe positivo al coronavirus. E il dato è allarmante se comparato a quello del comune lombardo, che aveva invece un tasso di contagio dello 0,9%. 

La redazione de La Fune raccomanda la massima attenzione, specialmente agli operatori del settore ortofrutticolo che nelle ultime due settimane si sono recati a Fondi per lavoro.
Se hai sintomi (tosse, febbre, dolori articolari) non andare al pronto soccorso ed evita il contatto con altre persone. Consulta al telefono il tuo medico di base oppure contatta il numero verde 800 118 800.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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