Corona di fiori per ricordare il bombardamento del 10 Aprile 1944
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VITERBO- Sabato 10 aprile alle 10 in forma privata e mantenendo le disposizioni governative anticovid sarà deposta una corona di fiori alla lapide che ricorda il luttuoso evento sul muro esterno della chiesa di San Carlo

VITERBO- Il perdurare anche quest’anno della crisi sanitaria ci impedirà di ricordare degnamente e pubblicamente il 77esimo anniversario del grave bombardamento di Bagnaia avvenuto il 10 aprile 1944.

In quel nefasto giorno alle 10, come recita il rapporto del delegato commissariale di Bagnaia, uno stormo di 13 caccia pesanti provenienti dai Monti Cimini sganciarono bombe e mitragliarono la parte sud del Paese causando morti e distruzioni.

Al termine del raid aereo si contarono 15 vittime e numerosi feriti gravi oltre che ingenti danni.

Sabato 10 aprile alle 10 in forma privata e mantenendo le disposizioni governative anticovid sarà deposta una corona di fiori alla lapide che ricorda il luttuoso evento sul muro esterno della chiesa di San Carlo.

Aldo Quadrani
Presidente associazione “Amici di Bagnaia”

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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