Corchiano, scoperto antico acquedotto del VI secolo a.C.
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CORCHIANO - Un antico acquedotto romano, risalente al VI secolo a.C., scoperto sotto alla cittadina di Corchiano.

CORCHIANO – Un antico acquedotto romano, risalente al VI secolo a.C., scoperto sotto alla cittadina di Corchiano. L’emozione dell’eccezionale rinvenimento è stata accompagnata però da momenti di forte tensione e preoccupazione.

La squadra di studiosi della Fondazione Corchiano Onlus, che da anni è impegnata nel recupero dei tesori nascosti dell’Agro Falisco, infatti era scesa sotto terra concordando, come da prassi, l’orario di risalita in superficie. Ma qualcosa lì sotto è andato storto. Le piogge dei giorni precedenti, la spessa fanghiglia e i cumuli di detriti hanno rallentato i lavori, tanto da richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. Per fortuna geologi e archeologi sono usciti indenni, restituendo alla storia una galleria sotterranea di oltre due chilometri con cunicoli laterali, diramazioni e sifoni ancora tutti da esplorare.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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