Coppa Italia Master di sci, in pista i viterbesi Dimistri, Signorelli, Croci e Parenti
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ROCCARASO -Riflettori puntati sulla colorita galassia dei Master che saranno impegnati nel fine settimana sule nevi di Roccaraso.

ROCCARASO -Riflettori puntati sulla colorita galassia dei Master che saranno impegnati nel fine settimana sule nevi di Roccaraso. In programma la seconda tappa della Coppa Italia Nazionale che richiamerà molti sciatori da tutta Italia.

La manifestazione, organizzata dallo S.C. CZERO6 è aperta a tutti gli atleti delle categorie Master, Giovani, Aspiranti e Senior. Si comincia sabato con due slalom speciali sulla splendida pista Pallottieri dell’Aremogna. Si chiude lunedì con i due giganti validi per il II° Circuito Master Appennino Trofeo BCC Roma.

“Finalmente riparte anche il circuito Master – dice Gianni Cerasa del direttivo dello S.C. CZERO6 – come ogni anno di questi tempi c’è molta attesa per la prima gara ufficiale della stagione e il nostro sforzo organizzativo è stato veramente notevole dopo che ci sono state assegnate anche le due gare di sabato. Siamo pronti ad abbracciare tanti amici che arriveranno da quasi tutte le regioni d’Italia per una due giorni che si annuncia di assoluto livello. Ad oggi abbiamo ricevuto iscrizioni da Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Campania, Calabria e ovviamente Lazio. In virtù dello spirito “corsaiolo” che caratterizza da sempre il nostro team abbiamo ritenuto opportuno premiare in entrambe le giornate il miglior tempo assoluto di combinata con il premio speciale FAST PARK”.

Oltre alle gare dal team laziale, domenica si corrono altri due giganti organizzati dallo S.C. Posillipo. Si prevede pertanto una tre giorni intensa, con atleti a caccia di punti importanti per la qualificazione alla finale della Coppa Italia, trofeo prestigioso che due anni fa è stato vinto proprio dallo S.C. CZERO6. Il Team romano, tra l’altro conta tra le proprie fila i viterbesi Francesco Dimitri Federico Croci, Romolo Parenti e Pietro Signorelli.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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