Convention Pd, c'è chi dice no
alessandro angelelli
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"Ma avrei voluto esserci, perché sono curioso, perché amo il confronto, il dibattito, perfino lo scontro. Ma odio i furbetti e ancor di più gli "allineati". Fatico a capire come ci si possa muovere tutti insieme, sempre, in tanti, tutti uniti, quando il "pastore" chiama", così Alessandro Angelelli.

A Civita Castellana, e non solo, sognano un altro Pd per la Tuscia e proprio da quegli ambienti arriva una voce critica verso la Leopolda viterbese. Si materializza con un post facebook scritto da Alessandro Angelelli, fratello di quel Gianluca che di Civita è sindaco.

Ma la cosa più interessante è quel messaggio critico e condiviso o commentato in linea dai vari Massimo Pistilli, Alessio Trani, Andrea Cutigni. Per sintetizzarli in una sola parola basta dire Piazza Democratica. Si tratta della costola più renziana del Partito Democratico, per i quali la tre giorni all’Hotel Salus è essenzialmente un’iniziativa fioroniana.

“Mini Leopolda in salsa democristianfioroniana – scrive Angelelli sul suo profilo facebook -. 

Si è aperta la 3 giorni di lavori organizzata da Fioroni a Viterbo.
Tu ci vai? E te? Ma a te è arrivato l’invito? Ma lui ci va? Ma se ci va lui allora dovrei andare anch’io? Che dici? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
Allora, a scanso di equivoci, io non ci vado.

Ma avrei voluto esserci, perché sono curioso, perché amo il confronto, il dibattito, perfino lo scontro.
Ma odio i furbetti e ancor di più gli “allineati”. Amo i diversi.
Ed allora fatico a capire come ci si possa muovere tutti insieme, sempre, in tanti, tutti uniti, quando il “pastore” chiama.

Senza mai una sbavatura, uno che esce dalle fila, mai un curioso, un “diverso”, uno che partecipi autonomamente a qualche altra iniziativa di confronto, a qualcosa che il capo non ha organizzato, che non abbia il suo timbro di fabbrica.

Non partecipo, perchè non può chiedere partecipazione e curiosità chi non le conosce. Cambiare è possibile. ‪#‎missionpossible‬”.

E Angelelli aggiunge a questo post un paio d’immagini. Una con le facce dei big di questi giorni vicino a quella di Fioroni e una con un uomo che spezza le catene.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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