Controlli su tutte le scuole provinciali, Mazzola: “Non siamo preoccupati, le scuole stanno bene”
Mazzola
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“Le scuole stanno bene, ma ricontrolleremo anche oggi per precauzione. Le chiusure le decidono i sindaci”. Dopo le ripetute e forti scosse di terremoto che hanno colpito le zone tra Abruzzo, Marche e Lazio e che sono state avvertite chiaramente anche nella Tuscia, il presidente Mazzola rassicura i cittadini.

Il presidente della provincia Mauro Mazzola rassicura: “Le scuole stanno bene, ma ricontrolleremo anche oggi per precauzione. Le chiusure le decidono i sindaci”. Dopo le ripetute e forti scosse di terremoto che hanno colpito le zone tra Abruzzo, Marche e Lazio e che sono state avvertite chiaramente anche nella Tuscia, il presidente Mazzola rassicura i cittadini.

“Il Comitato ordine e sicurezza ha invitato i sindaci a valutare le chiusure delle scuole, dunque – ha commentato – ci sono sindaci che chiudono e sindaci che non chiudono”. Tra quelli che hanno preferito chiudere oggi, giovedì 19 gennaio, c’è anche quello del Comune di Viterbo. “Noi – aggiunge – faremo dei sopralluoghi in tutte le scuole, che già sono iniziati anche se non c’è tutta questa preoccupazione, ma i controlli è bene farli”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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