Contro la violenza. Occupiamo tutti gli spazi per sottrarre terreno a criminalità e degrado
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VITERBO – L’accoltellamento in via della Pettinara, unito ad altri recenti fatti di cronaca deve imporre una profonda riflessione.

VITERBO –  L’accoltellamento avvenuto in via della Pettinara è un fatto gravissimo, reso ancor più nefasto dalla giovane età dei protagonisti dell’ evento criminoso.

Viterbo, un tempo, era considerata la classica tranquilla città di provincia dove non accade mai niente. Invece, negli ultimi tre anni, si sono verificati episodi violenti che hanno cambiato il volto, ridente e bonario, della città dei papi.

Solo per citare i più gravi, quelli che hanno fatto salire Viterbo agli “onori” delle cronache nazionali: L’omicidio Fedeli, lo stupro dell’ Old Manners, le violenze della banda Trovato/Rebeshi, il giovane aggredito 5 vs 1 a San Pellegrino e preso a cinghiate, gli scontri in strada a viale Trento tra bande di africani e romeni per il controllo del territorio. E potrei, purtroppo, continuare.

Qualcuno potrebbe obiettare: “È la società che è diventata violenta, non solo a Viterbo. Ormai anche i ragazzini più giovani si atteggiano a malandrini stile Gomorra”. Obiezione corretta, ma non per questo dobbiamo arrenderci alla violenza e al degrado, umano e urbano, spesso generati da modelli sbagliati e da assenza di alternative.

Cosa fare? La proposta è questa: occupare tutti gli spazi per sottrarre terreno a criminalità e degrado.

Eventi culturali, musicali, sportivi.  Portiamo i bambini delle scuole calcio a giocare a San Faustino, facciamo eventi musicali al Sacrario. Portiamo le famiglie in strada. Riempiamo Viterbo di persone perbene.

Perché l’ arte e la cultura sono l’antidoto al degrado. E se riusciamo a riprenderci le strade e le piazze non solo ci stiamo riappropriando della nostra città, ma soprattutto stiamo togliendo spazi alla criminalità e  al degrado.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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