
VITERBO – L’accoltellamento avvenuto in via della Pettinara è un fatto gravissimo, reso ancor più nefasto dalla giovane età dei protagonisti dell’ evento criminoso.
Viterbo, un tempo, era considerata la classica tranquilla città di provincia dove non accade mai niente. Invece, negli ultimi tre anni, si sono verificati episodi violenti che hanno cambiato il volto, ridente e bonario, della città dei papi.
Solo per citare i più gravi, quelli che hanno fatto salire Viterbo agli “onori” delle cronache nazionali: L’omicidio Fedeli, lo stupro dell’ Old Manners, le violenze della banda Trovato/Rebeshi, il giovane aggredito 5 vs 1 a San Pellegrino e preso a cinghiate, gli scontri in strada a viale Trento tra bande di africani e romeni per il controllo del territorio. E potrei, purtroppo, continuare.
Qualcuno potrebbe obiettare: “È la società che è diventata violenta, non solo a Viterbo. Ormai anche i ragazzini più giovani si atteggiano a malandrini stile Gomorra”. Obiezione corretta, ma non per questo dobbiamo arrenderci alla violenza e al degrado, umano e urbano, spesso generati da modelli sbagliati e da assenza di alternative.
Cosa fare? La proposta è questa: occupare tutti gli spazi per sottrarre terreno a criminalità e degrado.
Eventi culturali, musicali, sportivi. Portiamo i bambini delle scuole calcio a giocare a San Faustino, facciamo eventi musicali al Sacrario. Portiamo le famiglie in strada. Riempiamo Viterbo di persone perbene.
Perché l’ arte e la cultura sono l’antidoto al degrado. E se riusciamo a riprenderci le strade e le piazze non solo ci stiamo riappropriando della nostra città, ma soprattutto stiamo togliendo spazi alla criminalità e al degrado.

















