Continuano le ricerche di Giuseppe Maravigna
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VITERBO – La figlia: “Siamo disperati”. L’anziano indossa un maglione grigio e un pantalone nero con strisce bianche.

VITERBO –  Continuano le ricerche di Giuseppe Maravigna, 71 anni di Tarquinia. L’uomo si è allontanato sabato sera, 28 novembre,  da Villa Immacolata a Viterbo dove era ricoverato per un periodo di riabilitazione. Di lui ancora nessuna traccia. A poche centinaia di metri dalla struttura sanitaria i volontari della protezione civile hanno ritrovato il suo trolley grigio.

Poi la figlia Deborah, tramite Facebook,  lancia un altro appello: “Siamo disperati, le ricerche non si fermano, non si fermeranno. Stiamo battendo tutta l’area ma serve la cooperazione di tutti quanti. Altezza 1.68, magro, passo spedito solitamente”.
L’ipotesi è quella che l’uomo voglia raggiungere casa sua a Tarquinia attraverso i campi o strade secondarie. “Possiamo pensare che stia tentando di tornare a casa a Tarquinia a piedi. Non crediamo sia lì fuori allo sbaraglio”.

Un nuovo dettaglio sull’abbigliamento è stato diffuso sempre dalla figlia Deborah. Osservando i filmati delle telecamere di sorveglianza “si è potuto vedere che aveva messo addosso un maglione grigio pesante con zip aperta sotto il collo e maglioncino arancione sotto che si intravede. Quindi al pantalone nero con strisce bianche si abbina un maglione grigio”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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