Continua l’avanzata del fotovoltaico nella Tuscia
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TESSENNANO – A sessanta proprietari terrieri saranno espropriati i terreni per la costruzione di un mega impianto.

TESSENNANO – Il fotovoltaico avanza inarrestabile in terra di Tuscia e poco importa se a farne le spese è l’ambiente ed il paesaggio.

Su disposizione della Regione, la Provincia di Viterbo ha iniziato le procedure per l’esproprio di aree funzionali alla realizzazione di un nuovo impianto (35,424 MWp di potenza). Interessati 60 proprietari terrieri.

Il progetto riguarda la costruzione di un elettrodotto per collegare la zona dove sorgerà la centrale nel comune di Tessennano, con rete elettrica nazionale, presso la sottostazione Terna ad Arlena.

Si tratta di uno dei due impianti che dovrebbero sorgere nel territorio di Tessennano, l’altro riguarda un impianto della potenza di 20,160 MWp, in località Macchione.

Complessivamente sono ventiquattro gli impianti  fotovoltaici previsti nell’area compresa tra Viterbo, Tuscania e Montalto di Castro, contro alcuni dei quali sono stati presentati ricorsi al Tar da parte del Ministero peri beni culturali preoccupato per l’impatto di queste strutture su paesaggio e ambiente.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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